CONTATORE

Sommario

l'MTC

l'MTC
dal 10 al 25 del mese

The Recipe-tionist

The Recipe-tionist
Dal 15 al 31

I NOSTRI VIDEO ....

PER VEDERE I NOSTRI VIDEO (TROPPO DIVERTENTI!) ANDATE IN ALTO ALLA DESTRA DELLA SCRITTA HOME PAGE

Lettori fissi

Magali

Magali
mercoledì 31 marzo 2010

Oggi dopo uno scambio di battute con un amico, che è da un po’ che pensa ad un cambiamento nella sua vita, riflettevo con Magali sul fatto che l’essere umano è più propenso a sopportare, anche situazioni difficili e intollerabili, piuttosto che mutare, come se affrontare cose nuove procurasse un tale spavento da rendere preferibile tirare avanti e lamentarsi quotidianamente per una vita insopportabile.
Noi siamo convinte che modificare qualcosa faccia veramente paura, ma a volte bisogna trovare il coraggio e spingersi verso l’ignoto e chi non lo fa vuol dire che, in fondo, sta bene nella propria cacca. Ci riferiamo, ovviamente, a coloro i quali hanno possibilità di scegliere.
Bisogna tirare fuori gli attributi, ma Magali ed io ci domandiamo se qualcuno ancora ne è provvisto!
Ci guardiamo intorno, osserviamo e vediamo sempre di più visi grigi e tristi, sempre più mosci …
Noi sappiamo che lottare non è facile, ma anche arrendersi, dare tutto per scontato, non vedere via di uscita, non crediamo sia un bel vivere … ma ognuno ha i propri punti di vista, possibilità di scegliere, sbagliare, progredire o restare semplicemente dove si è rimandando tutto al domani … è possibile, ma non certo, noi crediamo che il presente, per quanti progetti possiamo fare per il futuro, è l’unica occasione che abbiamo per dire "da oggi modifichiamo qualcosa" e non "domani faremo qualcosa".
L’importante non è come viviamo, se abbiamo un'esistenza meschina o esilarante, piena di colpi di scena, ma l'unica cosa che conta è essere contenti del proprio vivere.
Ed ora la ricetta del giorno, uno strudel un po’ strano, come noi due ovviamente!


Strudel insolito
Ingredienti pour 4 persone:

1 rotolo di pasta sfoglia
2 filetti di merluzzo
una verza piccola
3 scalogni
2 dl di latte
cumino in polvere
2 cucchiai di farina
olio di oliva
un tuorlo
sale

Preparazione:
tagliate i filetti di merluzzo in pezzi passatelo nella farina.
Fate rosolare in una padella antiaderente gli scalogni pelati e affettati finemente, aggiungete il merluzzo, il latte, il sale e fate cuocere coperto per 20 minuti.
Pulite la verza tagliate da ogni foglia la costola centrale e cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto.
Scolate e tagliatela a striscioline, fatela insaporire in padella con il cumino per qualche minuto.
Stendete la pasta sfoglia distribuitevi sopra la verza, il merluzzo e arrotolate. Spennellate con il tuorlo sbattuto e fate cuocere in forno a 200° per 30 minuti.
Vi consiglio di servirlo con la salsa allo yogurt della ricetta n° 282 di marzo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 30 marzo 2010
Innanzitutto mi permetto di segnalarvi un signore che mi segue dalla Cambogia (sul sito francese) produce pepe, che è veramente ottimo poivre de kampot e sul sito, oltre a questa spezia meravigliosa, potrete trovare degli articoli di artigianato a buon prezzo e molto carini!
Ora cambiamo argomento, oggi Magali ed io riflettevamo sugli esiti delle elezioni e cercavamo di quantificare il loro peso e valore nell’ambito del nostro paese?
Crediamo che da un sondaggio in merito alla questione risulterebbe che alla maggior parte degli italiani, mediocri o meno, non importa più di tanto il risultato elettorale.
Da qui abbiamo tratto una triste deduzione e, parliamo proprio a livello personale, a noi manca il senso di nazione. La nazione si può definire “un complesso di persone che, avendo in comune caratteristiche quali la storia, la lingua, il territorio, la cultura, l'etnia, la politica, si identificano in una comune identità a cui sentono di appartenere legati da un sentimento di solidarietà.”.
Magali ed io non ci sentiamo parte di questo paese, non ci identifichiamo minimamente con gli altri, e non stiamo ad affrontare il discorso più ampio legato allo stato, quindi all’ordinamento giuridico.
Ci limitiamo a sottolineare, da parte nostra, una totale mancanza di appartenenza, del sentirsi parte di un ampio gruppo con caratteristiche comuni, io posso riconoscere al massimo la lingua, Magali neanche quella!
Credo che chiunque ci volesse rappresentare la prima cosa che dovrebbe riuscire a prometterci è un’identità: l’essere orgogliosi e fieri di appartenere alla nostra nazione.
Mi risulta un po’ difficile scrivere questo aggettivo possessivo, in quanto io spero, presto, di non abitare più in Italia, perché onestamente non l’ho mai amata e da sempre mi sono trovata fuori luogo e preferisco sentirmi straniera in un luogo dove veramente lo sono.
Credo che gli italiani che amano la propria terra vorrebbero veramente sentirsi protetti, trattati allo stesso modo, uniti e facenti parte di essa, questo significherebbe l’essere stati considerati da chi è al potere, non distinguo la fazione politica, come un gruppo esigente e non una mera percentuale da raggiungere per poter alzare due dita verso l’alto in segno di vittoria.
E... cambiando nuovamente argomento ... ieri ho scattato a Magali questa fotografia e indovinate un po’ quant’è lunga la sua codona!


Ora ecco la ricetta del giorno, questo è il nostro risotto agli asparagi, noi lo troviamo ottimo e se volete arricchirlo potete aggiungere alla crema (invece dell’acqua di cottura degli asparagi) un po’ di panna da cucina, noi ne abbiamo fatto a meno ed è venuto, indovinate un po’, veramente ottimo!

Risotto agli asparagi
Ingredienti per 6 persone:

400 g di riso (carnaroli o arborio)
600 g di asparagi
1,5 l di brodo vegetale (potete anche usare un dado)
1 cipolla bianca
5 cucchiai di olio di oliva
20 g di burro
20 g di parmigiano grattugiato
sale

Preparazione:
pelate e affettate sottilmente la cipolla.
Pulite, lavate gli asparagi e fateli cuocere al dente in acqua bollente salata.
Tagliate gli asparagi a tocchetti, tenete da parte le punte, e frullate il resto e se il composto rimane troppo compatto aggiungete un po’ di acqua di cottura fino ad ottenere una crema.
In una pentola mettete l’olio e fate dorare la cipolla mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungete la crema di asparagi e mescolate. Aggiungete il riso e mischiate bene il tutto, aggiungete un mestolo di brodo, fatelo assorbire, proseguite così fino alla fine della cottura del riso. (il tempo di cottura dipende dalla qualità del riso che avete utilizzato). Ricordate che 5 minuti prima della fine della cottura di aggiungere le punte degli asparagi.

lunedì 29 marzo 2010
Nella mia vita ho vissuto eventi drammatici ed improvvisi, non avevo mai provato prima un dolore talmente forte da sentire un intenso spasmo fisico al cuore da non riuscire a respirare, per anni ho cercato delle risposte … poi ho capito, che bisogna accettare che certe domande rimangano inesitate.
Non possiamo avere la possibilità della conoscenza assoluta di ogni cosa, forse non saremmo in grado di comprendere o reggere la verità oppure dobbiamo accettare anche le ingiustizie o episodi che ci appaiono insopportabili. L’essere umano ha la capacità di sopportare molto di più di quanto possa immaginare, va avanti e si rialza, perché nel profondo del suo essere ha la speranza … che domani si possa svegliare e tutto intorno a lui sia positivamente cambiato, che con il nuovo giorno arrivi veramente aria tersa, scevra da preoccupazioni, che spazzi via il dolore … non è sempre così immediato, ma sicuramente, con il tempo, le sensazioni sono meno marcate, fanno meno male e riusciamo ad andare avanti consapevoli di aver superato un altro ostacolo e la serenità è proprio lì a portata di mano, è il meritato traguardo e se ci voltiamo indietro non ci sembra possibile che, proprio noi, siamo stati in grado di superare tante avversità ed ora siamo pronti ad afferrare tutte le meraviglie e le belle cose che la vita è lì pronta ad offrirci!
Ed ora la ricetta del giorno, la potete utilizzare sia come antipasto che da portar via per la scampagnata di pasquetta!


Mezzelune ripiene
Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia
300 g di erbette da frittata (menta, spinaci, erba del frate, prezzemolo ecc) se non avete una verduriera brava come la mia potete usare degli spinaci
150 g di ricotta di capra
1 uovo
sale e pepe

Preparazione:
lavate, asciugate e tritate finemente le erbette.
Mescolatele alla ricotta, aggiungete sale e secondo il vostro gusto pepe.
Srotolate la pasta sfoglia, tagliate dei dischi di circa 8-10 cm di diametro.
Mettete su ogni disco un cucchiaio abbondante di ripieno e ripiegate la pasta, in maniera da formare una mezzaluna e pigiate i bordi.
Spennellate con l’uovo e infornate a 180° per 20 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 28 marzo 2010
Oggi riflettevo sul fatto che gli esseri umani sono variegati: conosco persone che nella loro vita non hanno mai preso una decisione se, non inerente alla scelta lavorativa, non hanno mai deciso di acquistare una casa, dei mobili, affrontare un trasloco, scegliere un auto, mettersi in viaggio …
Io, come ben sapete, ho sempre in cantiere qualche sogno, ed ultimamente hanno anche una data di scadenza che viene rispettata e, non proprio magicamente, si concretizzano!
E’ faticoso, stressante e, spesso, Magali ed io vorremmo essere prive di obbiettivi, desiderare, impegnarsi, raggiungere uno scopo è significativo di un animo tormentato: ebbene sì noi siamo sempre sulla cresta dell’onda, abbiamo cercato di metterci tranquille, di non saltare nessun ostacolo, ma è più forte di noi, siamo sicure che il momento in cui saremo come tanti, senza entusiasmo, vorrà dire che avremo deposto il nostro caschetto da esploratrici, che la mediocrità si sarà impossessata dei nostri esseri, che la nostra sete di conoscenza sarà stata prosciugata e noi non saremmo più Helga e Magali, nei nostri occhi non si vedrà più la brillantezza, la curiosità, la voglia di metterci alla prova.
Per fortuna quel tempo non è ancora arrivato, oggi ci siamo guardate, abbracciate e abbiamo detto all’unisono “forza partiamo alla conquista di un altro pianeta!”. Siamo due folli una molto pelosa, l’altra molto meno, innamorate della vita e con ancora tante cose belle da vivere e se qualcuno si vuole unire alla nostra stramba brigata è il benvenuto!
E con gli ultimi carciofi ecco cosa abbiamo cucinato Magali ed io!


Tagliatelle al forno
Ingredienti per 4 persone:

250 g di tagliatelle secche
2 carciofi
150 g di piselli (io utilizzato quelli surgelati)
1 scalogno
20 g di parmigiano reggiano
60 g di mascarpone
1 dl di brodo vegetale
huile d’olive
sale e pepe
10 g di burro per ungere gli stampi

Preparazione:
pulite i carciofi, tagliateli in quarti ed eliminate l’eventuale barba, e metteteli in un’insalatiera con l’acqua acidulata con il succo di limone per evitare che anneriscano.
Scolateli e affettateli finemente.
Pelate lo scalogno e fatelo soffriggere in un padella antiaderente con due cucchiai d’olio.
Aggiungete i carciofi, i piselli, il sale e pepe. Fate cuocere 5 minuti aggiungete il mascarpone e continuate la cottura per altri 5 minuti. Togliete dal fuoco.
Fate cuocere la pasta in acqua bollente salata (2 minuti in meno del tempo di cottura indicato sulla confezione).
Scolate la pasta , versatela in una insalatiera con la salsa e amalgamate bene.
Versate la pasta condita in una pirofila da forno unica o in singole porzioni imburrate, aggiungete tutto il brodo se avete utilizzato una pirofila unica o 0,25 in ogni porzione.
Continuate la cottura in forno a 200° per 10-15 minuti circa (il brodo deve essere completamente assorbito).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 27 marzo 2010
Il sole continua a splendere e Magali è già andata sul balcone ad annusare la primavera …
I suoi occhi smeraldini e magici osservano attenti qualsiasi cosa come se fosse la prima volta, è stupefacente notare la curiosità con cui assolve il compito di guardiana della fortezza, sono convinta che pensi che i corvi e colombi del cortile si possano coalizzare contro di noi e assalirci in picchiata!
Oggi il nostro stato d’animo è in piena sintonia con questa bella giornata, per sottolinearlo pubblichiamo questa fotografia che, nella sua semplicità, troviamo bellissima, l’ha scattata Helga alla mostra internazionale della fotografia di Arles, quest’estate. Gli scatti improvvisi, spontanei sono quelli che noi preferiamo, perché riescono a trasmettere una limpidezza di sensazioni dirette al cuore. Questa, con i suoi contrasti così netti e sgargianti, a noi, dà veramente una bellissima sensazione, legata anche alla fugacità dell’attimo che si evince dalla posizione laterale del bambino: ancora una volta un invito a cogliere veramente l’istante colorato, unico e irripetibile che possiamo vivere quotidianamente.





Ed ora ecco la ricetta del giorno, che ci è stata inviata da due nostre amiche Laura e la sua convivente pelosotta Camilla.
Leggendola, Magali ed io, non abbiamo potuto resistere alla tentazione e l’abbiamo cucinata, durante la cottura il suo profumo ha permeato tutta la casa, noi eravamo inebriate, come, quando abbiamo bevuto per ben tre volte il bicchierino paradisiaco! Questa torta è un successo garantito e ci uniamo in coro nel ringraziare le nostre care amiche per averci onorato di co’ tanta stima nel regalarci una simile chicca!




Torta al cioccolato di zia Bruna
Ingredienti:

5 uova
150 g di zucchero
100 g di burro
200 g di cioccolato fondente
2 cucchiai colmi di farina
burro e farina per lo stampo

Preparazione:
sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una spuma.
Sciogliete a bagnomaria il burro con il cioccolato spezzettato, una volta fuso unitelo alle uova ed allo zucchero aggiungendo la farina, mescolate bene.
Montate a neve ben ferma gli albumi ed uniteli delicatamente al composto mescolando dal basso verso l’alto.
Imburrate e infarinate uno stampo versatevi il composto e cuocete in forno a 180° per circa 30 minuti.
Togliete dal forno e fate raffreddare e spolverizzate con zucchero vanigliato o servite con zabaione o panna montata secondo il vostro gusto.
E come dice Camilla “leccatevi i baffi!”



venerdì 26 marzo 2010
Oggi iniziamo col proporvi alcune foto del buffet che la nostra carissima amica Antonella ha preparato per la comunione di suo figlio Matteo, abbiamo deciso, con il suo permesso, di condividerle con voi, per premiare la sua fantasia, la cura con cui ha preparato tutto e soprattutto in coro le diciamo BRAVA!”






Finalmente nel pomeriggio è arrivato il sole.
Vorrei poter immortalare come siamo in questo momento io scrivo al pc seduta sul divano, Magali fa “testone” conto lo schermo e poi è salita sulla tastiera, lo allontanata gentilmente allora lei è salita dietro le mie spalle e mi fa ron ron nelle orecchie … ora è ridiscesa … nuovamente i tasti sono in pericolo quindi se scrivo delle bestialità è solo colpa sua.

Finalmente nel pomeriggio è arrivato il sole.
Vorrei poter immortalare come siamo in questo momento io scrivo al pc seduta sul divano, Magali fa “testone” conto lo schermo e poi è salita sulla tastiera, lo allontanata gentilmente allora lei è salita dietro le mie spalle e mi fa ron ron nelle orecchie … ora è ridiscesa … nuovamente i tasti sono in pericolo quindi se scrivo delle bestialità è solo colpa sua.
La primavera è la stagione del rinnovamento e questo ci ha fatto riflettere: abbiamo deciso di tirar fuori tutti i nostri affanni, buttarli via ed affrontare tutto quello che questi mesi pazzerelli ci porteranno.
Dentro ognuno di noi risiedono una moltitudine di colori, che, a volte, sono offuscati dal grigio, quindi la pelosa ed io abbiamo provveduto ad una bella pulizia primaverile interiore: armate di scope, ovviamente da virtuali, abbiamo spazzato via tutte le tonalità di colore dal nero al grigio chiarissimo, lasciando spazio ad un iridato arcobaleno!
Con oggi smettiamo definitivamente di attendere cambiamenti che non dipendono dalla nostra volontà, guarderemo bene in fondo a noi stesse, capiremo cosa vorremmo fare e … lo metteremo in pratica.
Nessuno può avere la nostra stessa visione dell’esistenza e, anche se crediamo di essere nel giusto, non possiamo obbligare gli altri a vivere secondo le nostre regole, a cambiare se non se la sentono o, nel loro profondo, non lo desiderano.
Magali ed io siamo molto simili, noi, quando avvertiamo, che c’è qualcosa che ci procura malessere, sopportiamo, speriamo che qualcosa muti, ci affidiamo alla provvidenza e poi … decidiamo e attuiamo il cambiamento: io ho fatto importanti scelte anche difficili ed anche la pelosotta, quando ha deciso, forse, volontariamente di cercarsi un’altra casa in cui vivere!
Quindi iniziamo questa nuova stagione iniziata di fresco attuando solo cambiamenti, se ci saranno, che investano il nostro modo di agire e non pretenderemo nulla da altri.
Vi invitiamo a fare questa prova: a tutti capita di incolpare gli altri per qualcosa che non si riesce a fare, ma fate voi qualcosa da soli, senza nessuno, avete un sogno, un cambiamento da fare senza l’aiuto di nessuno.
A volte è più facile incolpare gli altri di cose che, forse, neanche noi abbiamo la forza di fare.
Ricordiamo che la nostra casella di posta è sempre attiva e se qualcuno ci vuole scrivere qualche riflessione o proporre qualche nuovo argomento la pelosotta ed io ne saremo felici.
Oggi vi presentiamo una frittatina semplice, se trovate le erbette vi consiglio di farla come l’abbiamo cucinata noi senza il prosciutto, perché quando la mangiate sentite proprio il gusto della primavera!

Frittata primavera

Ingredienti per 4 persone:
350 g di erbette da frittata (menta, spinaci, erba del frate, prezzemolo, ortica ecc)
150 g di prosciutto cotto tritato
4 uova
olio di oliva
sale

Preparazione:
Lavate, asciugate e tritate finemente le erbette.
In un’insalatiera sbattete le uova con il sale, aggiungete le erbette e il prosciutto cotto.
In una padella antiaderente fate riscaldare un po’ di olio di oliva e mettete la preparazione.
Fate cuocere a fuoco basso e dopo circa dieci minuti, quando la preparazione ha preso consistenza, giratela dall’altro lato con l’aiuto di un coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

giovedì 25 marzo 2010
Qui tutto sempre grigio … la pelosotta mi ha comunicato che, finchè, ci sarà questo tempo ha deciso di andare in letargo ad oltranza, le ho spiegato che non è un’orsetta, ma lei non vuole sentire ragioni. E già lì che brontola, perché ha già perso, troppo precocemente, gran parte del suo folto sottopelo invernale … però devo riconoscere e potete affermarlo anche voi, riguardando la foto pubblicata ieri, che non si può essere tristi, con una gatta come Magali al proprio fianco, sorvolando sulle sue magiche capacità, ha sempre delle espressioni così buffe che fanno proprio ridere …
Oggi ho trascorso una bella giornata: stamattina insieme ad un’amica abbiamo riempito il portabagagli dell’auto di sabbia e cibo per gatti e l’abbiamo portato ad un punto di raccolta per un “gattile” privato di Torino che ospita ben 75 gatti!
Poi sono andata al lavoro da mio marito e abbiamo pranzato insieme ad altri ragazzi che collaborano con lui. La gatta chef e io abbiamo preparato due borsone stracolme di pentole, padelle, pietanze precedentemente preparate e solo da scaldare, vino e ... tutto è stato di loro gradimento e da qui nasce la quotidiana riflessione: Magali ed io siamo molto estemporanee e quindi quando i nostri ospiti si siedono non sanno mai ciò che li aspetta! I nostri piatti, a volte, sono semplici, a volte elaborati, ma ci mettiamo sempre il massimo. Seguiamo il nostro estro e fantasia ed, ovviamente anche oggi, con la supervisione di Magali siamo riuscite a creare una piacevole “tavolata”.
Dentro e fuori la cucina abbiamo scelto di eliminare tutte le regole possibili, e cerchiamo di vivere spontaneamente secondo il nostro istinto … e chi ci ama ci segua!
Crediamo che se ognuno di noi riuscisse a liberarsi di tante sovrastrutture, obblighi superflui sarebbe veramente più sereno!
Oggi vi proponiamo un piatto, la cui ricetta ci è stata data da una cara amica Annamaria, la riteniamo gustosa, originale, economica e “di bell’aspetto!”.
Annamaria ci ha anche consigliato questo sito che ci fa conoscere un paese così bello, l’Eritrea, Magali ed io vi consigliamo di andarci a dare un occhiata, se volete curiosare anche voi Cliccate qui
Ed ecco la ricetta del giorno


Pollo di Annamaria
Ingredienti per 4 persone:
4 cosce di pollo
il succo di 2 arance
mezzo bicchiere di vino bianco
zenzero grattugiato fresco
sel

Preparazione:
in una padella antiaderente fate rosolare le cosce. Togliete dal fuoco e levate la pelle.
Rimettete la padella sul fuoco vivace, mettetevi le cosce e il vino, dopo alcuni minuti abbassate il fuoco aggiungete il succo d’arancia, il sale e un poco di zenzero.
Mettete il coperchio e fate cuocere dolcemente per circa 40 minuti.
L’abbiamo servito semplicemente con delle patate bollite.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 24 marzo 2010
Oggi è una giornata un po’ così, la definirei da patata bollita …
Magali è appena venuta qui da me mi ha gentilmente chiamato con la zampotta, mi ha guardato con i suoi occhi rotondi, che Giotto avrebbe molto invidiato, ha inclinato un po’ il musetto ed è arretrata di scatto, li ho capito che la corsa stava per iniziare …


Si è precipitata in ingresso, mettendo di traverso tutto il tappeto e scappando nella stanzetta, allora io mi sono nascosta dietro uno spigolo attendendo che uscisse per tenderle un agguato, lei è arrivata tranquillamente ed io l’ho sorpresa, ha fatto un salto e la sua coda si è gonfiata a dismisura, è scappata in tutta fretta, cercando di far perdere le sue tracce, l’ho seguita, non riuscivo a trovarla e poi … da sotto il mobile dell’ingresso ho visto spuntare il suo codone da procione lavatore!
Avete presente i film della pantera rosa … in cui ci sono gli agguati tra l’ispettore Clouseau e il servitore cinese Kato? La pelosa ed io non arriviamo a tali livelli di distruzione del mobilio, anche se non ci vorrebbe una gran forza visto lo stato precario, ma in quanto a strategia e nascondigli, anche se Magali deve ancora affinare un po’ la sua tecnica, siamo veramente geniali!
Oggi come sapete è il giorno preferito dalla pelosotta: dopo l’inseguimento mi ha guardato negli occhi e come se si fosse accesa una lampadina mi ha detto “è mercoledì! PESCE!”. Ogni giorno vi diciamo che quello che abbiamo cucinato è buonissimo, ma è la verità e io non posso farci nulla se Magali è veramente una grande chef! Mi ha detto che il suo sogno sarebbe stringere la mano del grande chef Alain Ducasse, io le ho detto che sarà molto difficile, ma lei ha detto che se solo lui la vedesse si innamorerebbe di lei! Non sapete quanto sia complicato avere a che fare con una gatta chef che non vuole riconoscere i propri limiti!
Il piatto è molto semplice, ma la salsina lo rende originale …

Tonno con salsa H&M
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di tonno
1 vasetto di yogurt naturale intero
4 cetriolini in agrodolce
estragone
olio di oliva
olio extra vergine d’oliva
sale

Preparazione:
tritate finemente i cetriolini.
In una scodella mescolate lo yogurt con i cetriolini, l’estragone e il sale.
Cuocete in una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva o, meglio, alla griglia le fette di tonno.
Servite il tonno, con un filo d'olio extravergine, accompagnato dalla salsa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 23 marzo 2010
Eccoci qui … puntuali come sempre!
Oggi, in cucina, tra un pericolo e l’altro, riflettevamo sul fatto che siamo veramente contente, perché, spesso le persone si uniscono nel momento del “bisogno”, quando sono tristi o perché sentono la necessità di sfogarsi (a tal proposito Magali fa un appello e chiede se qualcuno di voi le può procurare dei tappi per le orecchie adeguati, perché quelli che si trovano in commercio per lei sono troppo piccoli!) e di riversare sul proprio prossimo inutili, banali e noiosissime lamentele … Il nostro blog va controcorrente e, non poteva essere altrimenti con una coppia strana come la nostra, ha innescato una serie di nuove conoscenze, rinsaldato altre di vecchia data, ormai ci leggono pure al di là delle Alpi, e tutti ci raccontano cose belle, ci inviano ricette o ci narrano la loro quotidianità, ma nessuno si lamenta!
E come se il nostro appuntamento quotidiano contribuisse, e lo diciamo con la massima umiltà possibile, a rallegrare un po’ le giornate che per tutti sono routine, noi usciamo un po’ dagli schemi ed in realtà, chi ci conosce di persona, sa che siamo veramente un po’ fuori dall’ordinario. Se ci pensate bene: una micia che si è messa in testa di essere l’unica gatta chef al mondo tanto normale non può essere e l’umana che la segue in quest’impresa deve essere molto più pazzerella di lei!
Noi siamo qui, cerchiamo di non essere invadenti, chi ha piacere di scoprire cosa abbiamo combinato, cucinato o anche solo di conoscere qualche istante del nostro vivere si collega ed entra nel nostro semplice mondo, noi siamo obbiettive vi raccontiamo tutto quello che ci passa per la mente, a volte i nostri ricordi non sono molto piacevoli, ma, dovete riconoscerci una piccola dote, quella di trarre da qualsiasi cosa l’aspetto positivo, di impegnarci nel comprendere l’insegnamento che dobbiamo trarre dalle nostre vicissitudini. Non abbiamo pretese, non usiamo un linguaggio forbito, né filosofico, ma speriamo che le nostre parole riescano ad arrivare al cuore di chi ci segue, una persona in più che ci legge, che cerca, come noi, di vedere anche per oggi qualcosa di positivo nella sua giornata, diminuisce la tribù dei musi lunghi! Magali ovviamente dice che lei ha il muso triangolare e di conseguenza, è sempre allegra!

Io sono debitore verso tutti
perché devo
a tutti la mia allegria.

Nessuno si sorprenda perché voglio
consegnare agli uomini
i doni della terra,
perché ho imparato lottando
che è mio terrestre dovere
propagare l'allegria.
E con il mio canto compio il mio destino.
da “Ode all’allegria”
Pablo Neruda


Dimenticavo di rendervi partecipi di una grande rivelazione: senza Magali questo blog non esisterebbe, lei ha avuto l’idea, lei è la mia coordinatrice, lei è l’autrice di tutte le ricette ed io … sono solo la mera manovalanza … Lei non sale mai sul tavolo, ma oggi in soggiorno ... mentre scrivevo al pc ...

Ed ecco la ricetta di oggi, se desiderate potete mettere qualche cucchiai in più di olio ed evitare di aggiungere la panna, noi abbiamo provato tutte e due le versioni.



Pasta in rosso e verde
Ingredienti per 4 persone:

350 g broccoli
10 pomodori secchi
300 g penne
6 cucchiai di panna liquida
2 cucchiai di olio di oliva
parmigiano grattugiato fresco
sale, pepe

Preparazione:
lessare i broccoli, dopo averli puliti e lavati. A fine cottura, scolateli e passateli al mixer. Per facilitare l’operazione potete aggiungere un po’ dell’acqua di cottura.
Fate rinvenire i pomodori nell’acqua calda, scolateli, asciugateli e tritateli insieme ai broccoli.
In una padella antiaderente mettete la puré con un po’ di olio di oliva, aggiungete la panna e fate cuocere per 5 minuti.
Cuocete la pasta al dente, scolatela e versatela nella padella antiaderente con il composto, mescolate e fate saltare per un minuto.
A piacere aggiungete pepe e parmigiano.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 22 marzo 2010

Volevo solo dire a chi ci segue che la signora Teresa, detta Tita è ancora in ospedale, ma sta meglio Magali ed io ringraziamo coloro i quali anche solo per un attimo le hanno inviato un pensiero positivo.
Noi siamo convinte che l’unione fa la forza e, perché ci crediamo veramente, vi parliamo di un’iniziativa che ci ha segnalato una nostra amica ed, ovviamente, lettrice: Laura. Suo figlio parteciperà, il 6 giugno di quest’anno, a una corsa di beneficenza a Battersea Park di Londra, (dove lui vive). L'iniziativa serve a supportare la ricerca dell'ospedale pediatrico di Londra Great Ormond Street Hospital per cui lui lavora. Si possono fare donazioni anche piccolissime (anche 5 £ vanno bene!... che sono pari a 5,50 euro), non abbiate timore nel versare una minima offerta, e ricordate che questa piccola somma, forse a tanti di noi non cambia la vita, ma può aiutare altri. Con un piccolo gesto potete distinguervi dai molti e fare la “differenza”. Mi sono permessa di farvi questo invito, perché conosco direttamente le persone interessate e sono degne della massima fiducia. E se volete offrire di più ... ancora meglio, Magali ed io abbiamo già dato il buon esempio. Allora se volete incoraggiare Giovanni e “correre con lui” nella maratona verso un mondo migliore potete cliccare qui Giovanni Biglino
e qui Per ulteriori informazioni
A tal proposito vi narro questo spicchio di vita: trent’anni fa ho vissuto un lunghissimo periodo, causato da motivi di salute dei miei genitori, durante il quale, a volte non c'erano neanche i soldi per il vitto quotidiano, da quel momento ho avuto un’attenzione, anche se giustificata, nei confronti del danaro. Quei tempi bui sono terminati con un epilogo drammatico, nel corso del tempo ho iniziato a lavorare, ad avere delle risorse economiche e ho deciso che non era più il caso che fossi attenta al denaro, ho deciso di comprarmi sempre ciò che potevo permettermi, ho faticato, fare regali agli altri per me era una gioia, ma stavo malissimo quando dovevo acquistare qualcosa per me stessa. Alla fine ci sono riuscita e sono contenta, perché credo che le persone, attaccate al denaro non per necessità, e ce ne sono molte, sono veramente aride e povere di spirito.
Non bisogna essere ricchi, per essere generosi.
Vi lascio con queste parole dello scrittore, che più amo in assoluto, perché tutti i suoi romanzi, che siano fiabeschi, realistici, drammatici con semplici parole riesce a trasmettere delle grandi verità.

Gli umani sono bizzarri.
Un signore chiese al mio amico Jaime Cohen: “Voglio sapere che cosa c’è di più bizzarro negli esseri umani”
Cohen rispose” Pensano sempre al contrario: prima hanno fretta di crescere, e poi sospirano per l’infanzia perduta. Prima ci rimettono la salute per i soldi, e subito dopo spendono i soldi per avere la salute.
Pensano al futuro con tale ansia che trascurano il presente e così non vivono né il presente, né il futuro.
Vivono come se non dovessero mai morire, e muoiono come se non avessero mai vissuto”.
da “Come il fiume che scorre”
Paulo Coelho

Ed ora la ricetta del giorno, è semplicissima, ma di grande effetto.

Piccole trasparenze
Ingredienti per 8 persone:

un dado di gelatina
il succo di mezzo limone o 3 cucchiai di aceto (io di solito uso quello balsamico)
70 g prosciutto cotto tagliato a dadini
4 cetriolini in agrodolce tagliati a dadini

Preparazione:
preparate la gelatina secondo le istruzioni che troverete sulla confezione, aggiungete o il succo del limone o l’aceto secondo il vostro gusto, togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
Negli appositi stampini di silicone mettete i dadini di prosciutto e quelli di cetriolino versatevi sopra la gelatina tiepida e mettete in frigorifero per almeno due ore.
Prima di servirli togliete lo stampo dal frigorifero e mettetelo a bagno nell’acqua calda per 30 secondi. Rovesciate poi sui singoli piatti.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!".

domenica 21 marzo 2010

Appena ricevuto l’invito di la cucina italiana

a partecipare al contest di marzo, indovinate un po' ... sul tiramisù


Magali mi ha detto “ci possiamo provare”. Ci siamo messe subito al lavoro: prima volevamo partecipare con il tiramisù pazzerello (pubblicato a gennaio) a base di barbabietola, ma ci sembrava troppo semplice, poi ne abbiamo creato uno ai frutti di bosco (che dobbiamo ancora pubblicare), ma ci sembrava scontato … allora che fare?
La nostra creazione doveva rappresentarci, doveva assolutamente essere stravagante, originale, gradevoli alla vista e ottimo al palato. Abbiamo messo a dura prova la nostra fantasia, lavorato alacremente, unito mani e zampotte e, quindi, siamo qui a presentarvi un tiramisù dal tocco esotico, adatto a tutte le stagioni e, soprattutto, al di là di ogni aspettativa!
Magali ha dato il meglio di sé e dice che se riusciremo a vincere sarà tutto merito suo!
E' evidente il perchè lo abbiamo chiamato il tiramisù della strana coppia! Prese singolarmente siamo singolari, ma insieme in cucina siamo veramente strambe!


Tiramisù della strana coppia
Ingredienti:

Per il pan di spagna
200 g farina
50 g di noce di cocco grattugiata
80 g di zucchero
2 uova
1 vasetto di yogurt
mezza bustina di lievito
Per la farcitura
2 banane
4 cucchiai di rhum
50 g di cioccolato fondente grattugiato
1 uovo
100 g di mascarpone
0,5 dl di caffé

Per guarnire caramello:
3 cucchiai di zucchero
1 un cucchiaio d’acqua

Preparazione:
in un’insalatiera sbattete le uova con 70 g di zucchero, aggiungete lo yogurt, il cocco grattugiato e la farina setacciata con il lievito e mescolate.
Mettete il composto in uno stampo imburrate e fate cuocere in forno a 180° per 40 minuti.
Togliete dal forno e fate raffreddare su una griglia.
In una scodella sbattete il tuorlo con 2 cucchiai di zucchero mescolate fino ad ottenere una crema. Aggiungete il mascarpone e amalgamate.
Montate a neve ben ferma l’albume e aggiungetelo alla crema mescolando dall’alto verso l’alto.
Sbucciate e tagliate le banane a rondelle e fatele cuocere a fuoco vivo per 3 minuti con 4 cucchiai di rhum e 1 di zucchero. Togliete dal fuoco.
Tagliate la torta a metà. Riempite una scodella per metà di acqua, il caffé e due cucchiai di zucchero e inzuppate dolcemente la torta con un pennello.
Mettete uno strato di crema al mascarpone e spolverizzate con il cioccolato grattugiato ambo le metà, sul fondo mettere anche uno strato di rondelle di banane e coprite con l’altra metà. Sopra la torta mettete ancora uno strato di crema e banane.
Sui lati mettere il cioccolato grattugiato.
In una padella antiaderente fate sciogliere lo zucchero con l’acqua mescolando con un cucchiaio di legno, poi formate dei fili passando velocemente il cucchiaio sul tiramisù.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

sabato 20 marzo 2010
Il post di oggi è denso di emozioni …
Innanzitutto Magali ed io vi preghiamo di un favore: inviate un pensiero positivo alla signora Teresa, la mamma di una mia carissima amica, che è stata improvvisamente ricoverata in ospedale. Non la conoscete, lo sappiamo, ma vi chiediamo di pensare intensamente, anche solo per qualche secondo, che tutto vada bene, ha cinque splendide figlie, è una brava persona gentile ed altruista, siamo sicure che, con l’aiuto di tutti noi, si rimetterà prestissimo!
Oggi si celebra la “XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie ”, non voglio scrivere parole ovvie, superflue, su questa piaga, che è il disonore del nostro paese, che continua a provocare dolore … la soluzione è così chiara: parlare, sollevare per sempre quel velo invisibile, ma così pesante chiamato omertà.
Oggi, contrariamente a quanto abbiamo appreso da bambini, 20 marzo inizia la primavera! Quindi auguriamo a tutti voi un inaspettato rinnovamento!
Magali ed io oggi dobbiamo ringraziare, al fine di evitare una rivolta che metterebbe prematuramente fine alla nostra avventura culinaria, i nostri elettrodomestici, tranne il frigorifero che è stato sostituito circa un mese fa, tutti gli altri, grandi e piccini, hanno ben 23 anni!
Ogni giorno la pelosa ed io rischiamo la vita! Uno dei fuochi del fornello fa le bizze, il forno, mitico a gas, lo accendo e poi magicamente 9 volte su 10 di spegne, Magali, sempre vigile, inizia a miagolare ed io, sentendo il tipico sgradevole odore, che rapidamente riempie l’ambiente, apro tutte le finestre …
Non stiamo a raccontarvi che cosa ci dobbiamo inventare quando dobbiamo gratinare qualche portata!
Il fornetto a microonde, che vanta un’anzianità molto inferiore, si limita a scaldare, azionando qualsiasi altro programma, si ribella con un bip-bip senza fine … la gatta chef esasperata abbassa le orecchie ed io disperata stacco la spina …
Il frullino ad immersione ha il filo bruciacchiato …
La plastica del robot, regalo di nozze della mia carissima zia, ormai perde i pezzi …
L’unica su cui non abbiamo nulla da ridire è la lavastoviglie, perché … non è mai esistita!
Ebbene sì Magali ed io prima di iniziare a cucinare indossiamo una tenuta da assalto, bandana e coltello tra i denti! In quel momento lo stesso pensiero passa per le nostre menti “chissà se i nostri lettori immaginano in che condizioni cuciniamo!” e tutto questo ci fa ridere!
Alla fine della giornata schivando i pericoli, facendo peripezie e salti mortali, quando vediamo il piatto pronto per essere fotografato, non crediamo ai nostri occhi, ci guardiamo e diciamo in coro “Anche stavolta ce l’abbiamo fatta!”.
Ed ora la ricetta del giorno:


Torta ciocco cocco
Ingredienti:

230 g di farina
170 g di noce di cocco grattugiata
70 g di cacao amaro
200 g di zucchero
100 g di burro
3 uova
1,5 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale fino
10 g di burro per la teglia
zucchero a velo per guarnire

Preparazione:
fate sciogliere il burro.
Sbattete i tuorli d’uovo con lo zucchero e un pizzico di sale con la frusta elettrica per circa 3 minuti.
Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale
Setacciate la farina, il lievito e il cacao, metteteli in un’insalatiera ed aggiungetevi la noce di cocco, aggiungete i tuorli, amalgamate. Aggiungete il latte e il burro fuso freddo, amalgamate. Aggiungete delicatamente gli albumi mescolando dall’alto verso il basso.
Versate il composto in uno stampo imburrato e fate cuocere in forno a 180° per 40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

venerdì 19 marzo 2010
"Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi."
James Joyce


E Magali mi ha chiesto "e i gatti chef"? Le ho dato l’amara notizia che questa categoria non è stata considerata. Lei ha alzato gli occhi al cielo e mi ha guardato sconsolata …


Magali ed io vogliamo salutare affettuosamente due nostre amiche Antonella (in bocca al lupo per domenica! e un miaooo speciale per Matteo da parte di Magali) ed Elisa che ci seguono sempre con tanto affetto e costanza!
Oggi ho ricevuto una mail da Laura, una nostra lettrice che ringrazio, ve ne riporto alcune righe “Inoltre sono convinta che una delle fondamentali funzioni della cucina sia proprio la socializzazione, sia perchè tutti sappiamo che trovarsi intorno ad un tavolo per gustare cibi buoni o comunque interessanti facilita la comunicazione, e sia perchè attraverso lo scambio di una ricetta si consegna qualcosa di sè agli altri.” e indovinate un po’, tutto questo mi ha fatto riflettere sul fatto che prima di iniziare quest’avventura ero un po’ gelosa delle mie ricette, quando qualche mio invitato, me le chiedeva, le davo, ma mi sentivo un po’ privata di qualcosa di estremamente personale. Poi scrivendo sul blog, mi sono resa conto, come dice la signora Laura, che veramente si trasmette qualcosa che va al di là dell’aspetto materiale della ricetta. Ad esempio nessun sugo potrà mai eguagliare quello preparato da mia nonna Maria ed ogni volta che ci penso, la rivedo lì davanti ai fornelli, ancora in vestaglia, che mescola ed “accudisce” la sua magica salsa per ore … ed tutto questo contribuisce a rendere viva la sua presenza.
Condividere il cibo è veramente un momento di unione, che spesso sottovalutiamo. Mia madre era napoletana e a casa nostra c’era sempre qualche amico che si fermava a pranzo … io sono da sempre stata abituata a questa “usanza”, che non è abituale qui a Torino. Soprattutto nelle grandi città, le persone soffrono di solitudine ed io consiglio sempre di invitare qualcuno a cena … Non importa ciò che si prepara, la cosa essenziale è lo stare insieme! Molti, quando desiderano invitarmi, si fanno problemi, perché pensano (poveri illusi!) che io cucini bene, ma ora vi svelo un segreto, a me basta sedermi e “mettere le gambe sotto il tavolo”, e un piatto di spaghetti è più che sufficiente accompagnato da un bicchiere di buon vino (prendete nota prediligo il bianco!).
Quindi se vi sentite soli, proponete a qualcuno di unirvi a voi anche solo per un semplice pasto, vedrete che durante la preparazione starete già meglio e se non sapete chi invitare ci siamo sempre Magali ed io, unico neo, lei è carnivora ed io no!
Ringrazio sempre la mia cara amica verduriera Antonietta, senza i suoi prodotti tante ricette, come quella di oggi, non sarebbero così gustose!


Ed ecco la ricetta del giorno a cui, volutamente, abbiamo dato un aspetto casereccio per esaltarne la semplicità.




In barba a …
Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia
500 g agretti o barba del frate
1 cipolla bianca
250 g di formaggio di capra fresco
2 uova
5 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
sale e pepe
20 g di burro

Preparazione:
pulite, lavate e scolate la barba del frate. Tagliatela in pezzetti lunghi circa 2 cm.
Pelate e affettate sottilmente la cipolla.
In una padella antiaderente fate soffriggere la cipolla con un po’ di olio, aggiungete la barba del frate e fate cuocere per 20 minuti circa, facendo consumare tutto il liquido che sprigiona.
In un’insalatiera lavorate il formaggio di capra fino ad ottenere una crema, aggiungete le uova, il parmigiano, sale e pepe e amalgamate bene.
Stendete la pasta sfoglia in uno stampo imburrato, versate il composto e fate cuocere in forno à 180° per 40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 17 marzo 2010
Inizio con un ringraziamento ad una persona che non conosco personalmente, ma solo indirettamente: la mamma di due sorelle mie care amiche, che ogni tanto cucina qualche mia ricetta. Le voglio fare i complimenti per le belle persone che ha messo al mondo, perché ha contribuito a renderlo sicuramente migliore. Colgo l’occasione per salutarle “ciao carissime Anna e Franca ed ho un solo rammarico … di non abitare vicino”.
Oggi, tanto per cambiare, cucinavo ascoltando una canzone e tutto questo ha evocato tanti ricordi.
Intensi, struggenti, talmente forti da sembrare presenti.
Pezzetti di vita che fanno parte di me, che sono la mia storia.
Fin da adolescente ho sempre pensato che il solo far parte della vita di un altro, anche se per poco tempo, ma intensamente, fa sì che questa persona, nel corso della sua vita, ti pensi e questo ti rende un po’ immortale. I ricordi importanti non svaniscono, sono dentro ognuno di noi, c’è chi li raccoglie disordinatamente, chi li archivia in un accurato ordine temporale, ma per tutti sono una compagnia, a volte forse scomoda, ma sicuramente, senza la quale, non si potrebbero superare tanti ostacoli.
Sono lì non ci chiedono nulla in cambio, se non di rispolverarli ogni tanto per donarci sempre nuove ed intense emozioni.
Non abbiate paura di ricordare, lasciarsi cullare dalla memoria significa avere la possibilità di rivivere momenti magici.
Ed ora eccomi alla ricetta del giorno, chi mi conosce sa che non mangio né carne, né affettati, quindi, per me, cucinare e mettermi alla prova con nuove ricette con questi due ingredienti non è semplice.
Quella di oggi non è una ricetta facile, ideale per una cena importante preceduta al massimo da un leggero antipasto.
Magali mi ha seguito “passo, passo” sorvegliando ogni mio movimento e … giudicate voi il risultato! Lei è ancora qui che si lecca i baffi!



Filetto in crosta
Ingredienti per4 persone:

4 filetti piccoli (max 150 g)
1 cipolla tritata
1 foglia di lauro
timo
30 g di funghi secchi
2 cucchiai di panna da cucina
4 crepes al rosmarino
8 fette fini di prosciutto crudo
2 rotoli di pasta sfoglia
2 tuorli d’uovo sbattuti
10 g di burro
olio di oliva
sale e pepe

Preparazione:
fate scaldare una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva, mettete i filetti e conditeli con sale e pepe macinato fresco. Fate cuocere a fuoco vivo per 30 secondi da ogni lato (compresi i bordi9. Togliete dal fuoco e metteteli in un piatto.
In una scodella fate rinvenire i funghi secchi nell’acqua tiepida. Quando si sono ammorbiditi, scolateli e tritateli grossolanamente.
Nella stessa padella fate soffriggere la cipolla, il timo e il lauro, aggiungete i funghi, il sale e fate cuocere per qualche minuto, aggiungete la panna, fate ridurre e togliete dal fuoco.
Mettete ogni crepe su 3 fogli di pellicola alimentare sovrapposti, disponetevi sopra 2 fette di prosciutto, un quarto dei funghi ed, infine, il filetto al centro. Ripiegate i bordi della crepe. Prendete gli angoli dei quadrati di pellicola e attorcigliate in modo serrato (io ho utilizzato un molletta da bucato per tenerli ben stretti).
Mettete in frigorifero per un’ora, il tempo che prenda forma.
Tagliate la pasta sfoglia in 4 dischi di circa 3 mm di spessore (usando un piatto rovesciato come forma).
Togliete la pellicola alimentare dai filetti e mettete ogni filetto su un disco di pasta sfoglia, che, a sua volta chiuderete sul filetto stesso. Tagliate la pasta che deborda.
Girate ogni filetto in modo che le giunture siano sotto e mettetelo su un disco di carta oleata imburrata.
Mettete in frigorifero per 15 minuti e spennellate con il rosso d’uovo, ripetere un’altra volta queste due operazioni.
Preriscaldate il forno a 180°, incidete il sopra di ogni filetto con la punta di un coltello. Fate cuocere 15 minuti per una cottura al sangue (il tempo di cottura dipende dal vostro gusto, io li ho fatti cuocere un po’ di più).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

Innanzitutto ringrazio le nuova lettrici Rosetta, detta Rosy, e Sara ben arrivate!
Mi viene da ridere, perché ci sono dei giorni in cui mi dico “non so proprio cosa scrivere sul blog …”, poi qualcosa o qualcuno mi dà un involontario suggerimento …
Come avete visto c’è l’uovo di “Squisito” che indica che se qualcuno ci vuole votare …
Ho proposto a una nostra amica di iscriversi e lei ha detto che non si sente all’altezza, questo mi ha fatto riflettere sul fatto che anche io avevo pubblicato il logo con l’uovo qualche settimana fa, cancellandolo immediatamente, perché, come lei, non mi sentivo al pari degli altri concorrenti.
L’altro ieri mi è arrivata una mail che mi comunicava che le votazioni erano aperte e così ho deciso di reinserirlo, e mi sono detta “perché no?”.
E’ una vita che mi hanno fatto sentire non al pari delle mie capacità, ora ho detto basta, cosa importa non sarò una chef, ma voglio partecipare a questa e a tante altre sfide che la vita mi proporrà, ci siamo iscritte per gioco e nulla di più, non abbiamo la presunzione di vincere.
Voglio dire a tutti coloro, che si sentono come me, osate, forse non sarete “all’altezza”, ma siete voi con le vostre peculiarità, diversità e, soprattutto, con la vostra grinta ad andare avanti, ad osare scrollandovi di dosso qualsiasi incertezza.
Qui sotto troverete delle foto che ho scattato la settimana scorsa a Parigi, hanno di particolare il fatto che questo è un gatto “casalingo” (aveva un collarino con ben due sonagli) che si aggirava, solitatario, in un giardino, senza paura, nel pieno centro della città. Ci è sembrato un esempio calzante!





Ed ora la ricetta del giorno, oggi Magali ha scelto ...


Tonno pomodorini e cipolla
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di tonno
15 pomodorini ciliegino
2 cipolle di tropea medie

olio di oliva
sale

Preparazione:
Lavate i pomodorini, tagliateli in quarti, metteteli in un piatto e salateli in modo che venga eliminata l’acqua.
Pelate le cipolle, lavatele, asciugatele e affettatele finemente con la mandolina.
In una padella antiaderente mettere un po’ di olio d’oliva, aggiungete le cipolle e il sale e fate cuocere per 20 minuti. Aggiungete i pomodorini e fate cuocere per 5 minuti. Aggiungete il tonno e fate cuocere al punto di cottura che desiderate.
Secondo il vostro gusto potete condire con un filo di olio extra vergine.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 16 marzo 2010
Di fronte a tutti gli stranieri onesti che arrivano qui, con la speranza di trovare un paese civile, chino il capo e provo disonore nell’essere italiana.
Mi domando come si possano verificare episodi di razzismo … resto senza parole, interdetta di fronte a certi avvenimenti …
Gli animali lottano tra loro per un fine primario, mentre picchiare o devastare un locale quale fine ha?
Mi vergogno in questo e, in tanti altri casi gravi, di appartenere al genere umano …
Vi prego, insieme a me, di impegnarvi a diffondere il bene, siate altruisti, non pensate a chi vi ha ingannato o deluso, ma andate incontro al vostro prossimo. Siate così “adulti” dall’andare al di là dei luoghi comuni, non etichettate questo comportamento con la religione o con la politica, l’umanità è una dote rara che non deve avere colore, ma solo perseguire il fine di contribuire al miglioramento. Non trinceriamoci dietro al fatto che tanto non serve a nulla. Forse è meglio raccogliere qualche bottiglia di plastica in meno piuttosto che non essere gentili con gli altri.
Sarebbe bello se il nostro comportamento potesse bilanciare o addirittura annullare la malignità, la violenza … ciò non può accadere, ma credo, che molti di voi, quando avevano 18 anni volevano cambiare il mondo, ora comprendiamo bene che questo obbiettivo così totalitario è utopico, ma non contribuite anche voi con la vostra indifferenza ed egoismo a renderlo anche solo uguale. A Parigi una ragazza aveva scritto sulla sua borsa questa frase “making world better (all together)”, voi mi direte è solo uno slogan, Magali ed io vi diciamo che è un inizio, è una frase da tenere a mente, Helga ci crede anche se lei, ragazza non lo è più da tempo!


Corona di riso
Ingredienti per 4 persone:

300 di riso basmati
6 dl di brodo (potete usare brodo di dado)
1 cipolla bianca
20 g di burro
350 g di verdure miste (zucchini, carote, zucca, sedano, porro, broccoletti)
100 di piselli
1 cucchiaino di curcuma
cumino
2 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaio di zucchero
olio d’oliva
sale

Preparazione:
in una casseruola fate soffriggere una cipolla affettata finemente in un po’ di olio, aggiungete il riso, tostatelo , bagnatelo con il brodo bollente, la curcuma e copritelo. Proseguite la cottura al minimo senza mai mescolare. Il tempo varia secondo la varietà del riso. (per me cuoce più rapidamente rispetto ad altri modi di cottura). 5 minuti prima della fine della cottura aggiungete i pisellli. Spegnete il fuoco e lasciate il riso coperto per pochi minuti, quindi togliete il coperchio ed aggiungete il burro mescolando bene con la forchetta.
Mettete il riso in uno stampo a corona unto e pressate.
Durante la cottura del riso:
Pulite le verdure e tagliatele in piccoli pezzi.
In una padella antiaderente fatele cuocere con un po’ di olio aggiungendo il sale per 15 minuti. Aggiungete l’aceto, lo zucchero, il cumino e fate cuocere ancora qualche minuto
Rovesciate la corona di riso nel piatto da portata e in centro mettete il misto di verdure.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 15 marzo 2010
Sono andata via qualche giorno, ma come vedete non vi abbiamo dimenticato, abbiamo lavorato tra fornelli e pc prima di partire fino alle 3.30 del mattino, lo so siamo un po’ folli!
Durante il mio breve viaggio ho iniziato a riempire il mio bagaglio dell’anima, di cui vi parlavo l’altro giorno … ho conosciuto una bellissima persona, un signore dal passato veramente duro, di nazionalità cilena che, non potendo più rientrare nel suo paese per via del colpo di stato di Pinochet e della sua politica del terrore, perdendo, quindi, il suo lavoro di addetto culturale, si è ritrovato in Inghilterra senza documenti né mezzi ha svolto semplici lavori, senza arrendersi, fino a diventare traduttore presso l’UNESCO. Ha scelto, poi, come sua patria adottiva la Francia e di vivere a Parigi. Dopo una vita così avventurosa, intensa, piena di ostacoli, difficoltà per altri insormontabili, ho conosciuto una persona serena, amabile con cui ho avuto immediatamente una comunione, un’affinità elettiva. E’ un uomo molto colto, educato e gentile, ma come me, ha la capacità di trovare il bello nel suo quotidiano, di apprezzare una passeggiata, visitare una mostra, è una persona positiva e su di lui la sofferenza è stata un’evoluzione personale.
Ho parlato con lui come se lo conoscessi da tempo e la sua solarità, mi è stata di esempio, mi ha dato forza e speranza, perché trovare persone a noi simili, fa veramente bene. Non posso altro che dirgli grazie di quel tanto che è riuscito a trasmettermi nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione. Gli auguro di cuore ancora tanti momenti belli e spero un domani di essere entusiasta e curioso della vita come lui.
La ricetta di oggi è molto sfiziosa ed è, anche, ideale per un buffet.


Cannoli salati
Ingredienti per 8 cannoli
:
1 confezione di pasta sfoglia surgelata (è da preferire perché di forma rettangolare)
300 g di ricotta
150 g di prosciutto cotto
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
sale e pepe

Preparazione:
tagliate la pasta sfoglia in quadrati di 12x12.
Ungete le forme dei cannoli e arrotolate, in obliquo, il quadrato di pasta sfoglia su ogni rullo di alluminio.
Mettete in forno per 20 minuti a 180°.
Tritate finemente il prosciutto cotto.
In una scodella lavorate la ricotta fino ad ottenere una crema, aggiungete il prosciutto, sale, pepe e amalgamate.
Con l’aiuto di siringa da cucina riempite i cannoli.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!.




domenica 14 marzo 2010
Ieri vi ho detto che sono molto legata alla ricetta che ho pubblicato, perché insieme a questa di oggi ho vinto il secondo premio di un concorso di cucina.
Qui potete vedere i fantastici premi (un grembiule e due libri) che ho vinto, vi spiego, sono stata veramente contenta non tanto per la vincita, quanto per il fatto che un pasticcere ed uno chef francesi abbiano apprezzato il nostro operato. Eccoci qua io e la pelosotta!




















Questa è stata anche la molla che ha spinto Magali e me ad iniziare il blog e, di riflesso, questa splendida avventura culinaria, a volte una serie di inaspettati eventi ci porta dove noi la nostra più fervida immaginazione non avrebbe mai immaginato.
Il tema del concorso era una ricetta “da mangiare” ed una “da bere” con ingrediente il cioccolato.
Quella di oggi l’abbiamo chiamata “bicchierino paradisiaco”, perché quando l’abbiamo creata, per riuscire a scattare una foto ben riuscita abbiamo dovuto prepararla ben tre volte, gli strati del cioccolato si mischiavano troppo rapidamente … ed ogni volta ci siamo sacrificate e abbiamo bevuto i nostri fallimenti!
Alla fine, con tutto questo cioccolato nelle nostre panciotte, qualsiasi possibile affanno era stato spazzato via e ci sentivamo veramente leggere e beate!
Se vi dovesse capitare un attimo di tristezza, non esitate, seguite il nostro consiglio e preparatevi il bicchierino paradisiaco!


Bicchierino paradisiaco
Ingredienti per un bicchiere:
Primo strato:
30 g di cioccolato bianco
un cucchiaino di farina
quattro cucchiai di latte
Secondo strato:
una tazzina di caffè
noce moscata
cannella in polvere
due cucchiaini di zucchero
Terzo strato:
due cucchiaini di cacao Bensdorp - Royal Dutch
un cucchiaino di farina
100 ml di latte tiepido
Quarto strato:
35 ml di panna da montare
due cucchiaini di zucchero vanigliato
Guarnizione:
cioccolato fondente grattugiato

Preparazione del primo strato:
fate fondere a bagno maria il cioccolato bianco, aggiungete lentamente la farina e il latte. Otterrete un prodotto molto morbido. Conservate tiepido.
Preparazione del secondo strato:
aromatizzate leggermente il caffè caldo con la noce moscata grattata e la cannella in polvere, aggiungete lo zucchero e mescolate. Conservate tiepido.

Versate il primo strato in un piccolo bicchiere e conservate tiepido.

Preparazione del terzo strato:
fate cuocere a bagno maria il cacao, aggiungete dolcemente la farina e il latte. Otterrete una cioccolata calda densa. Conservate tiepida.
Preparazione del quarto strato:
montate la panna. Aggiungete lo zucchero vanigliato e riempite un sac à poche.
Prendete il bicchierino dove avete versato il primo strato, versatevi il secondo e il terzo. Guarnite con la panna e spruzzatela con il cioccolato fondente grattugiato. E come dice magali "leccatevi i baffi!"
sabato 13 marzo 2010

Un’amica mi ha mandato questa foto: il cane lo conoscete, è Bimbo l’avete già visto girare sul blog, e divide la sua vita con Lola, la micina, e l’umana Luisa, vivono un po’ in Germania e il resto del tempo sul Lago di Como.
Luisa, Lola e Bimbo vanno in giro insieme, la micina quando si stanca si ferma e loro due proseguono. Al loro ritorno la trovano ad aspettarli!
Questa storia mi è subito sembrata magica e mi ha fatto soprattutto riflettere sul fatto che anche gli esseri più diversi, da sempre antagonisti, possano, invece, andare d’accordo e condividere la loro vita.
Questo colorito terzetto è un grande esempio e, per me, il loro motto è “INSIEME E BASTA”, il bene che li unisce è la sola cosa che conta al di là delle loro differenze, un giorno le loro strade si sono incrociate e si sono ritrovati a provare un profondo affetto reciproco, hanno saputo creare un legame, abbattere le barriere delle loro differenze, per vivere insieme, con l’unico obbiettivo di volersi bene.
Li ringrazio di cuore per avermi dato l’opportunità di raccontare una bella storia, che sembra quasi una favola e, come in ogni fiaba che si rispetti, non posso che concludere dicendo “e vissero felici e contenti”.
La ricetta di oggi ha un particolare significato per me, domani vi svelerò i particolari!


Strudel pere e cioccolato
Ingredienti

Per la pasta:
250 g di farina
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di olio
1 bicchiere di acqua tiepida

Per il ripieno:
1 kg di mele Kaiser dure
150 g di zucchero
50 g di burro
60 g di panpesto
100 g di gocce di cioccolato
100 g di mandorle o nocciole tritate
zenzero fresco grattugiato
il succo di un limone

zucchero a velo per decorare

Preparazione della pasta:
su un piano infarinato mettete la farina a fontana, nel centro aggiungete l’uovo, il cucchiaio di zucchero, il cucchiaio di olio, cominciate a mescolare, aggiungete dolcemente il mezzo bicchiere di acqua tiepida. Quando tutta la farina è incorporata, impastate molto e poi formate una palla. Per rendere la pasta elastica dovete sbatterla con forza contro il bordo del tavolo più volte. Formate nuovamente una palla. Contemporaneamente mettete una casseruola con dell’acqua a bollire. Dopo che l’acqua è arrivata ad ebollizione, buttatela e mettete la casseruola calda rovesciata sulla palla di pasta. Fate riposare la pasta.

Preparazione del ripieno:
intanto che la pasta riposa, preparate il ripieno: pelate le pere, togliete i semi, tagliatele in quarti, poi ancora, in fette spesse circa 3 mm.
Fate fondere il burro e aggiungete il panpesto. Togliete dal fuoco.
Aggiungete alle pere: lo zucchero, un po’ di zenzero grattugiato, le mandorle tritate, il burro fuso con il panpesto, le gocce di cioccolato e mescolate. Stendete la pasta su uno strofinaccio, la pasta deve essere molto fine, mettete il ripieno. Con l’aiuto dello strofinaccio arrotolate in modo serrato (otterrete uno strudel lungo circa 75 cm).
Preriscaldate il forno a 200°.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
venerdì 12 marzo 2010
Magali ed io ci domandavamo “perché la maggior parte delle persone è spinta dal desiderio di conoscere il proprio futuro?”. E’ da molto tempo che a noi questo non interessa, forse perché vogliamo sia una sorpresa. Vogliamo trepidare per le nostre attese, telefonate o mail che attendiamo, per le prossime scoperte, per i possibili incontri, per tutto ciò che ci aspetta.
Preferiamo godere del presente, piuttosto che porci domande sul nostro futuro, e se ci fosse dato di sapere, tutto, ma proprio tutto anche le vicissitudini tristi che ci attendono, avremmo tutta questa smania di conoscere?
La pelosotta ed io ci accontentiamo di stare bene oggi, di essere così come siamo. Io di perdermi nei suoi occhi cangianti, attraverso cui vedo il suo mondo, basato sui valori essenziali del vivere e lei non si pone molte domande, sicuramente perché lei è su un gradino molto più alto!
Lei ha detto che non capisce bene la differenza tra passato e futuro, ma è contenta di ciò che ha!
Le parole qui di seguito le trovo molto belle, non so più dove le ho lette …

Devi vivere come se non ci fosse il domani
Amare come se non avessi mai sofferto
Ballare come se fossi sola

Ora ecco il piatto del giorno, questa ricetta la preparava mia madre, di origine napoletana, e il termine gattò (non l’ha scritto Magali) è la “storpiatura” di gateau. Per me, essendo vegetariana lo preparo solo con il formaggio. Questa ovviamente non l’ho gustato, ma chi l’ha mangiato si è leccato i baffi!


Gattò di patate
Ingredienti per 4 persone:

700 g di patate
100 g di mortadella (io ho usato il prosciutto perché avevo quello)
100 g di fontina o formaggio che si scioglie
1 uovo
2 cucchiai di pangrattato
sale

Preparazione:
fate bollire le patate in acqua salata. A fine cottura schiacciatele ancora calde.
Tagliate a dadini la fontina.
Aggiungete alle patate l’uovo e un pizzico di sale se occorre. Mescolate con un cucchiaio di legno, se l’impasto dovesse risultare troppo consistente aggiungete un po’ di latte (io non ne ho avuto la necessità). Oliate una teglia da forno e fate un strato con l’impasto mettete uno strato di mortadella (o il prosciutto), della fontina, un altro strato di mortadella, dell’altra fontina e terminate con il restante impsto.
Spolverizzate di pangrattato.
Fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

giovedì 11 marzo 2010
Nel corso della mia vita, come ho accennato ieri, ho accumulato un bagaglio pesante e l’unica cosa che posso fare è svuotare la valigia e riempirla di entusiasmo.
Inizio così un nuovo viaggio, insieme a voi, alla ricerca di cose belle.
Sono una persona colma di difetti, ma ritengo di avere il dono di saper dare valore alle piccole cose e di essere felice quando cucino una colorata peperonata o vedo inaspettatamente un maggiolino verde smeraldo!
Il tempo e la memoria sono compagni fragili, per questo dobbiamo assaporare ogni momento, perché potrebbe sparire senza che noi neanche ce ne accorgiamo.
Allora siete pronti per partire insieme a noi alla ricerca dell’isola che non c’è?
Magali ha già preparato la sua borsetta di vernice rossa, l’ha riempita di cianfrusaglie, perché dice che lei di entusiasmo ne ha da vendere!

Per quanto difficile sia stato il passato
ciascuno può ricominciare oggi
Buddha


Ecco l'appetitosa ricetta di oggi!


Polpettone farcito
Ingredienti per 4 persone:

400 g di carne tritata
1 uovo
2 uova sode
2 carote bollite
la mollica di un panino raffermo
5 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di panpesto
olio di oliva
sale

Preparazione:
in una scodella mettete dell’acqua e mettete a bagno la mollica del panino.
Dopo 5 minuti scolate, strizzate e tritate la mollica.
In un’insalatiera mettete la carne tritata, la mollica di pane, l’uovo crudo, il parmigiano e il sale.
Impastate con le mani e su un piano stendete l’impasto a forma di rettangolo, mettevi in centro le due uova sode e ai lati le carote bollite, e formate un rotolo. Passatelo nel pan pesto.
In una padella antiaderente con un po’ di olio fatelo rosolare da tutti i lati e togliete dal fuoco.
Mettete il polpettone in una teglia oliata e fate cuocere in forno a 180° per 30-40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

mercoledì 10 marzo 2010
Un lunghissimo periodo della mia esistenza è stato caratterizzato da una quotidianità molto pesante, non parlo della “vita dura”, ma del dolore lacerante, esclusivo, intenso, che si protrae nel tempo, che, per fortuna, non è comune a tutti.
Con la “vecchiaia” ho compreso che tutto ha una spiegazione, il dolore, per me, è stato il miglior maestro attraverso il quel ho imparato a conoscere la mia anima, è stato un passaggio obbligatorio per la mia evoluzione spirituale.
Il tempo non lo cancella, ma lo affievolisce, ho capito che il miglior antidoto è vivere, avere nuovi ricordi belli che superino quelli vecchi.
Il dolore è simile alle radici di un albero che ci permette di crescere, sia che decidiamo di condividerlo, sia che scegliamo di viverlo da soli.
Oggi mi ritengo una persona veramente fortunata per tantissimi motivi non ultimo avere il tempo di riflettere, leggere, studiare e scrivere le mie sensazioni.
Ed ora ecco la ricetta del giorno, Magali, oggi, si è molto impegnata visto che, come molti sanno, il pesce è il suo piatto preferito!


Torta sorprendente
3 fogli di pasta per brick
2 filetti di merluzzo se sono grandi
2 cipolle bianche
2 patate bollite
20 g di burro
sale e pepe
olio di oliva

Preparazione:
pelate e affettate le cipolle con la mandolina.
In una padella antiaderente mettete un po’ di olio e aggiungete le cipolle e il merluzzo, sale e pepe, fate cuocere per 15 minuti. Aggiungete le patate bollite e schiacciate fate cuocere per 15 minuti. (il merluzzo si deve sfaldare). Togliete dal fuoco.
Imburrate uno stampo. Fondere il burro e spennellate ogni singolo foglio di brick e mettetelo uno sull’altro nello stampo.
Mettete il composto ottenuto nello stampo, rimboccate la pasta ed mettete in forno a 180° per dieci minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
martedì 9 marzo 2010
Il tempo è nuovamente grigio: nevica, Magali è un po’ scocciata, perché la sua pelliccia ha già perso un po’ della lana invernale e quindi vuole che arrivi il sole. Sono sicura che la primavera arriverà in modo prorompente e questa lunga stagione fredda sarà solo un ricordo.
Oggi mentre cucinavo riflettevo sul fatto che condividiamo la nostra vita, ci innamoriamo di persone che vogliamo o che vogliono cambiarci. Mi domandavo se ci piace una persona per com’è e poi nel corso del tempo ci si evolve in maniera differente o all’epoca dell’innamoramento non abbiamo veramente ricercato anche un’affinità spirituale?
Mi sovviene alla memoria la favola della bella e la bestia, in cui, la protagonista si innamora dell’essere dalle sembianze animalesche andando al di là dell’apparenza, senza volerlo cambiare, accettandolo per com’è. Non desidera che lui cambi, anche se alla fine della favola la bestia si trasforma in principe.
Il fatto che la bella accetti pienamente la bestia con tutte le sue caratteristiche fisiche, fa sì che quest’ultima si sente veramente libera di esprimere il meglio di sé.
Al di là delle parole ricche di sentimento che possiamo dire o che ci vengono dette, l’accettazione di un individuo così com’è, senza cercare assolutamente di cambiarlo attraverso manipolazioni, false gentilezze e coercizioni è veramente la sfaccettatura dell’amore puro, ma, purtroppo, molto difficile da realizzare.
Vi invito a rispettare chi vive al vostro fianco, anche se profondamente diverso da voi, a non cercare di modificarlo a vostro piacimento, ognuno di noi ha un’unicità che lo distingue e che un tempo ci ha fatto innamorare. Dobbiamo dare e ricevere rispetto, parola così difficile da mettere in pratica, ma la vita non è una favola, lo sappiamo bene Magali ed io, ma possiamo per lo meno provarci, non credete?


Ed ecco la ricetta di oggi


Penne ai carciofi e …
Ingredienti per 4 persone:
300 g di penne
2 carciofi
il succo di un limone
1 fetta di prosciutto cotto spessa (circa 150 g)
1 spicchio di aglio
1 dl di vino bianco secco
1 dado vegetale
1 confezione di panna (io uso quella di soia)
olio di oliva
sale
parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
pulite i carciofi, tagliateli in quarti ed eliminate l’eventuale barba, e metteteli in un’insalatiera con l’acqua acidulata con il succo di limone per evitare che anneriscano.
Scolateli e tritateli con la mezzaluna o il mixer, aggiungete il prosciutto e tritate anch’esso.
In una casseruola mettete l’olio di oliva lo spicchio di aglio intero ed aggiungete i carciofi e il prosciutto, il dado e il vino bianco. Fate cuocere una decina di minuti finchè il vino non sia evaporato. Aggiungete la panna e cuocete ancora per qualche minuto.
Cuocete la pasta in acqua bollente salata, scolatela e conditela con il sugo.
Spolverizzate con il parmigiano.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

ELENCO RICETTE

ELENCO RICETTE
clicca sul micio!

Cerca nel blog

Archivio blog

Ci siamo anche noi!

Tutti Uniti!

Tutti Uniti!

Siamo

Siamo