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Magali

Magali
giovedì 28 aprile 2011
Con questo post partecipiamo a “posti da foodblogghers” del blog Ogni riccio un pasticcio di Erica, che ringrazio per avermi dato questa stupenda possibilità


Appena ho letto di questo candy/contest, scusate la schiettezza, ma non ho ancora capito la differenza, ne ho parlato a Magali e lei mi ha detto che "cadeva proprio a fagiolo" e mi ha spronato a cercare di trasformare le emozioni in parole, non ho avuto dubbi, l’unico luogo che mi rappresenta in modo pieno ed esclusivo, di cui conosco ogni angolo e che sento veramente “casa mia”, non è quello dove vivo, ma quello che mi sta nel cuore.
La prima volta che ci andai era il 1981 e ricordo ancora il profumo dei croissants appena sfornati a Les Halles …
E’ la mia meta per eccellenza, appena posso scappo lì, perché solo ed unicamente lì, per me, il tempo assume una connotazione unica, qualsiasi affanno non trova più il minimo spazio ed io sono, magicamente, invasa da un entusiasmo, creduto inesistente, invece solo sopito.
Mi sento a mio agio girovagando a Porte de Clignancourt tra le bancarelle del mercato delle pulci, andando nel colorato quartiere di Barbes-Rochechouart dove appena scendi dal metrò vieni sommerso dai volantini di maghi e santoni, dove incontri persone con abiti dai colori sgargianti tipici del paese a cui appartengono, quando mi perdo nei negozi di tessuti ai piedi della collina di Montmartre, quando passeggio sul lungosenna e sfoglio le stampe antiche riproposte, ormai da sempre, dai boquinistes, quando la mia anima trova pace nel luogo che, forse, mi appartiene da altre vite: la chiesa di Sant’Eustachio, che mi avvolge, sempre, con protettiva atmosfera o quando, solitamente la domenica, passeggio nel Marais dove i palazzi sono squallidi, ma le sue vie sono permeate da un’atavica cultura mista a severità, ad un non apparire, come se ogni palazzo, ogni negozietto, esteriormente trascurati, racchiudessero qualcosa di ineguagliabile.
I giardini del Lussemburgo affascinanti in ogni stagione, con le caratteristiche sedie di metallo verde, dove tante volte mi sono seduta a leggere, sentendomi veramente una parigina, perché, per me, il fatto di avere del tempo per star lì a gustare un libro, ad osservare le persone, a scattare fotografie significa aver compreso, nel profondo, la vera essenza di questa città caotica, sempre più sporca, stancante, ma che, in realtà, racchiude uno spirito flemmatico.
Io amo “flaner” senza meta, girovagare in rue du Bac dove tutto è stile, eleganza, sentirmi privilegiata nell’aver scoperto un angolo nascosto, un giardino segreto, "Catherine Labouré", cintato da un muro, dove mi sento proiettata in un mondo senza tempo, un’atmosfera densa di vitalità mi attende al mercato degli artisti e, termino la mia giornata, passando in uno dei tanti “café” parigini dove la gentilezza è di rigore, “Le Select”, qui ormai mi conoscono e sanno che non posso andar via se non prima aver salutato il micione che da ormai 18 anni è la mascotte del locale.
Parigi è l’unico luogo che sento veramente mio, in cui il mio cuore palpita, si emoziona, in cui attingere linfa vitale, ideare progetti, pormi obiettivi, in cui l’entusiasmo è parte pulsante del mio essere e dove, soprattutto, tutto sembra possibile, anzi è possibile, anche con l’anima gravata da pesanti dolori, ho sempre la certezza che mi sentirò leggera, in cui la sola comunanza dei luoghi sarà in grado di scacciare ogni tristezza lasciando spazio ad una spensieratezza stupefacente ed alla consapevolezza di provare sensazioni, ogni volta, rinnovate, magiche, ma soprattutto di trovarmi nell’unico posto in cui dove è giusto che io sia.




lunedì 25 aprile 2011
In questi giorni, senza alcuna ragione specifica, riflettevo sul fatto che sono particolarmente felice, nonostante tutti gli affanni che mi coinvolgono direttamente, ne ho parlato indovinate con chi? Ormai lo sapete la mia interlocutrice è, sempre, Magali e le ho esternato questo mio pensiero, lei giustamente, ha ribadito il fatto che, sono contenta della mia vita, ma soprattutto sono conscia del fatto, che ho ancora la possibilità di poter fare delle scelte, coltivare dei sogni, realizzarli, ma soprattutto, l’entusiasmo, la voglia di vivere, apprendere, andare avanti e di avere al mio fianco una gatta filosofa, attenta a tirarmi le orecchie con le sue zampotte, se per un attimo mi distraessi e non riuscissi a rendermi conto di tutto questo!
Con questa ricetta partecipiamo al contest "mise en place" di Ambra del blog gatto ghiotto.



La nostra partecipazione era doverosa visto il nome del blog e soprattutto, perchè ci ha dato la possibilità di presentare questa ricetta che appartiene al paese che più ci rappresenta, che appare chiaramente dalla nostra "mise en place". E’ un piatto versatile, perché la preparazione di base è sempre la stessa, ma lo si “farcisce”, al momento di servirlo, secondo il gusto personale come abbiamo fatto noi oppure con cipolle, reblochon e dadini di pancetta, fois gras, pezzetti di maiale ed in tanti altri modi che la fantasia vi suggerisce!





Pat a’coco
Ingredienti:
2 confezioni di pasta sfoglia
4 patate bollite
1 confezione di panna da cucina
Formaggio parmigiano grattugiato fresco
sale
150 g di salmone affumicato
Insalatina per accompagnare

Preparazione:
tagliate a fette le patate bollite.
In una scodella mescolate la panna, sale, il parmigiano quanto basta per ottenere una crema.
Stendete la pasta sfoglia in una teglia, mettete degli strati di patata alternati con la crema, coprite l’altra confezione di pasta sfoglia. Fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti.
Tagliate la torta in porzione, posizionatele sul singolo piatto, sollevate un po’ lo strato superiore di pasta sfoglia ed inserite alcune fette di salmone. Accompagnate con insalatina di stagione.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 21 aprile 2011
I buoni propositi si fanno all’inizio dell’anno e non ad aprile in un giorno qualunque, ma sono qui ora a riflettere su me, su quello di me che voglio cambiare. Verbo di cui si abusa e che si sottovaluta, in cui si ripone una facilità estrema: non c’è nulla di più errato, il cambiamento è arduo, disagevole, a volte irraggiungibile, ma possiede una caratteristica unica: è profondamente liberatorio. Mi immagino scevra da legami, sensi di colpa, affetti, ricordi, tutta questa fatica al mutare non esisterebbe, voltare pagina sarebbe semplice, ma invece devo far i conti con tutto quello che ho vissuto, ho, però nei confronti di me stessa il dovere di comprendere chi sono e cosa desidero, perché il tempo corre inesorabile e verrà il momento in cui pormi queste domande sarà inutile, perché non avrò un futuro da vivere nel cambiamento.
Quindi in questo mese in cui notoriamente si dorme dolcemente, io, ovviamente sempre controcorrente, assumo impegno formale e mi impegno, formalmente, con voi tutti, così almeno sarò spronata a perpetrarlo, ad apportare qualche cambiamento nella mia vita … a fine anno vi renderò conto!
Come sapete Magali non ama i travestimenti e quindi per Pasqua si è rifiutata di travestirsi da pulcino o da coniglio e quindi ho dovuto “fregarla” con questo collage!
A chi ci segue assiduamente, a chi saltuariamente, a chi ci lascia un commento, a chi ci conosce personalmente, insomma a voi tutti auguriamo una Serena Pasqua!


Ed ora ecco una ricetta da portare a Pasquetta per la tradizionale scampagnata!


Torta alle cipolle
Ingredienti:
una confezione di pasta sfoglia
800 g di cipolle fresche
150 g di formaggio di capra stagionato grattugiato
3 uova
Noce moscata grattugiata
Sale
Olio di oliva

Preparazione:
pulite, lavate le cipolle e affettatele grossolanamente e fatele cuocere in una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva e un pizzico di sale per una ventina di minuti.
In un’insalatiera sbattete le tre uova aggiungete del sale, la noce moscata, il formaggio ed infine le cipolle, mescolate bene.
Srotolate la pasta sfoglia in una teglia, mettete il composto e fate cuocere in forno a 200° per 20 minuti circa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 17 aprile 2011
Innanzitutto vogliamo augurare "Buon Compleanno" ad un caro amico, che giornalmente ci allieta con i suoi consigli umoristici sulla vita, tutti voi lo avete conosciuto attraverso il "Vorrei" di Magali, dove si era distinto con una partecipazione in rima molto divertente. Ringraziamo di cuore Enrico che ci ha inviato una bellissima sorpresa: un libro di ricette sarde, molto curato nella stampa su carta "da pane", con illustrazioni veramente curate, prossimamente cucineremo qualcosa tratto da questa opera unica!


Helga mi ha girato la patata bollente ed ora tocca a me prendere il testimone della carissima Tinny e descriverla in sette mosse:


1 troppo istintiva
2 pensa troppo a tutto ciò che si potrebbe verificare e poi c’è sempre l’ennesimo imprevisto che non aveva preventivato
3 ambisce alla perfezione, ma non è per nulla perfetta
4 l’amicizia è al primo posto nella scala dei valori, a volte, senza rendersene conto può fare delle gaffe, ma vi assicuro sempre in buona fede
5 troppo disponibile
6 sincera
7 con un pessimo carattere

venerdì 15 aprile 2011
Volevamo ringraziarvi anche a nome di Dada, per la partecipazione per la "partenza" di Marina ed anche ricordare a chi abitasse a Torino e dintorni il mercatino di Collegno che si terrà domenica dove potrete rifarvi gli occhi con cose belle tra cui le bellissime, colorate ed originali creazioni della nostra amica Pia, che potete anche vedere sul suo blog di tutto un po' ceramica. Oggi riflettevamo sul fatto che la vita è un susseguirsi di eventi e noi, a volte, non possiamo essere agenti, ma accettarli. L'essenzialità sta nel vivere il presente cercando di essere in pace con se stessi e, soprattutto, analizzando dapprima se stessi. Nella vita ci sono tante cose molto importanti a cui pensare, non so quanto tempo avrò ancora a disposizione, ma voglio impiegarlo a leggere, ad arricchirmi intellettivamente. Oggi questo post è senza ricetta o meglio ne abbiamo una, ma non abbiamo voglia di scriverla! Quindi abbiate pazienza e ... alla prossima!
martedì 12 aprile 2011
Oggi una carissima pelosotta Marina che aveva scelto come sua compagna di vita l’umana Dada ci ha lasciati. Lei era veramente una gatta speciale ogni volta che andavo a trovarla mi riconosceva, mi salutava, mi faceva “testone”. E’ stata sepolta con tutti gli onori che le erano dovuti e ringrazio pubblicamente Cristian e Mario per la loro gentilezza. Quando sei triste, allegro, se desideri parlare o stare in silenzio, se, dividi la tua vita con un pelosotto, in qualsiasi momento non sarai mai solo, ma avrai al tuo fianco una presenza discreta, in grado di riconoscere le tue esigenze, capace di donare affetto incondizionato. Quando questa presenza viene a mancare, lascia un vuoto, come se, ad averci lasciato, fosse un componente della famiglia, io so, che solo chi ha o ha avuto un animale non trova assurde e comprende queste mie parole. Io sono convinta che Marina ha vissuto una vita felice e so che per Dada, per me rimarrà sempre la nostra indimenticabile amica. Quando andrò a trovarla la casa non sarà più la stessa senza il suo saluto, non potrò non ricordare quando le sedevo vicino e lei allungava la zampina per toccarmi la mano, quando sentivo il suo nasotto umido sulla mia guancia, con le lacrime agli occhi, non posso che dirle che già sentiamo la sua mancanza.


C'e' un posto in Paradiso, chiamato "Ponte dell'Arcobaleno". Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell'arcobaleno. Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme. C'è tanto cibo, acqua e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene. Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi. Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati. Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno che hanno dovuto lasciare indietro... Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l'orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l'impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce. Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi più. Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l'amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore.


Leggenda pellerossa autore anonimo

domenica 10 aprile 2011
Ed ora eccoci in cucina, con questa ricetta partecipiamo ai contest di mamma help


e quello nostalgico di spelucchino


Ed ecco cos'ho rispolverato con Magali


Questo foglietto risale a quasi quarant’anni fa: andavamo sempre in vacanza a Borghetto Santo Spirito in Liguria e, puntualmente, ritrovavamo ogni anno le amicizie estive, si creava una folta combriccola. Noi, ragazze di ieri, giocavamo, ci tuffavamo, ridevamo, mentre le nostre mamme si scambiavano spiegazioni di lavori a maglia, schemi di uncinetto e ricette. Ecco questa è proprio il frutto di uno di questi scambi. Mentre scrivo queste poche righe la mia mente corre indietro nel tempo e penso a quanto fossi fortunata, rispetto ai ragazzi di oggi, nel poter trascorrere tre mesi interi di vacanza al mare, a come la vita fosse più semplice, schietta e, soprattutto, a quanto mi sono divertita! I ricordi legati a quelle estati sono tutti belli e, non perché il passato si colora, retoricamente, sempre di rosa, ma, perché realmente è stato così! Grazie a questi contest ho preparato, con qualche variante, questa torta che mi ha sempre affascinato, la cui ricetta era rimasta nascosta nel quadernone di mamma, ma, soprattutto, mi sono balzate alla memoria volti, nomi sopiti che hanno contribuito a scrivere indimenticabili pagine della mia vita.


Ed ecco la nostra torta, prima della cottura



e dopo ...


Torta di rose
Ingredienti

Per la pasta:
600 g di farina
4 cucchiai di olio di oliva
2 cucchiai di zucchero (80 g se il ripieno è a base di marmellata)
50 g di lievito di birra
Latte quanto basta (circa 200 ml)

Per il ripieno io ho usato:
un barattolo di marmellata di albicocche Rigoni

oppure, se preferite
200 g di burro
200 g uva sultanina (preventivamente “ammollata” con acqua e cognac e poi asciugata)

1 albume per spennellare

Preparazione:

la sera precedente preparate il lievitino con 260 g di farina e il lievito di birra sciolto nel latte tiepido.
Il giorno successivo mettete la farina rimanente a fontana, aggiungete delicatamente i 6 tuorli, lo zucchero, il burro o (l’olio). Quando il tutto è ben amalgamato aggiungete il “lievitino”, lavorate bene la pasta.
Stendetela con il matterello su carta forno , spalmate la marmellata sulla pasta, distribuendola in modo uniforme, arrotolate la pasta, allungate un po’ il rotolo con le mani, tagliatelo in metà e poi fino ad ottenere 12 “tocchetti”.
Imburrate ed infarinate uno stampo “a cerniera” disponete i “tocchetti” di pasta, spennellate con l’albume dell’uovo leggermente sbattuto, spolverizzate con dello zucchero. Fate riposare un’ora, noterete che la pasta cresce.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 9 aprile 2011
Partecipiamo con questa ricetta al contest di Juls’ Kitchen

Questo contest mi ha fatto riflettere e ho girato subito la domanda a Magali: “Qui non è semplice, perché dobbiamo trovare una ricetta che rappresenti tutte e due, per te se fossimo una ricetta quale saremmo?”. La pelosotta mi ha guardato in modo laconico, come quando le pongo le mie domande, ormai, detto fra noi, ci sono abituata e, per la prima volta in vita mia, l’ho vista titubante. “In effetti io sono pelosa, tu sei umana, ma abbiamo molte più affinità di esseri apparentemente simili: amiamo la casa, siamo riservate, io sono elegante, chic, ma al contempo amo la semplicità”, continua fissandomi negli occhi: “leggendo le presentazioni delle altre ricette, tutte le cuoche esprimono il meglio, parlando delle loro qualità, ma, diciamolo francamente, Helga tu hai veramente un pessimo carattere, sei impulsiva, la diplomazia non sai neanche dove sta di casa, corretta all’inverosimile, con forte senso del dovere, vivere al tuo fianco è difficile, perché tu ambisci alla perfezione, gli altri no, solo io che, modesti a parte, ho particolari qualità posso assolvere questo compito senza venire travolta dalla tua irruente personalità”. Tra me e me penso: “Che schiettezza, menomale che doveva farmi una bella presentazione … “ Cogliendo il mio sguardo un po’ triste prosegue dicendo: “devo dire che, non hai solo difetti, anzi anche qualità rare come il calore umano e la disponibilità, alla fine di ogni giornata hai fatto sicuramente un favore a qualcuno, ma talvolta, gli altri, stupidamente, badano molto di più all’apparire che all’essere e solo io, che ti conosco a fondo, posso apprezzarti, comunque, per concludere, il piatto che ci possa al meglio rappresentare deve essere originale, semplice, variegato, sorprendente, emozionante, colorato, ma soprattutto inusuale e sai che ti dico, io non sono riuscita a trovarlo, quindi dobbiamo inventarlo!” “Certo che sei stata proprio di aiuto, menomale che sei superiore, e adesso, come facciamo, il contest sta per scadere …”. In un ipotetico frullatore abbiamo messo tutti gli ingredienti che potessero rispecchiarci ed è venuto fuori questo “ensemble” semplice, fresco, dinamico, ma con il tocco di classe del cake salato (ne avevamo già fatta una versione al salmone, ma questa è molto più leggera), quindi non possiamo che presentare la nostra H&M.



H&M Per l’insalata Ingredienti per 4 persone: 2 zucchini 4 gherigli di noce 400 g di asparagi 300 g Piselli Olio extra vergine di oliva Aceto balsamico Sale Per il plum cake 3 uova 150 g di farina 10 cl di olio di oliva 200 g di salmone affumicato Erba cipollina fresca tagliata finemente 1 bustina di lievito Sale Preparazione: pulite le verdure, parte degli zucchini vanno affettati con la mandolina, altri tagliati a dadini. Fate cuocere separatamente in acqua bollente salata le verdure, scolatele. Tritate grossolanamente le noci. In una scodella emulsionate l’olio extravergine di oliva, l’aceto balsamico ed il sale, aggiungete le noci e condite l’insalata. In un’insalatiera mettete la farina, il lievito, le uova, l’olio e mescolate il tutto, aggiungete un pizzico di sale ed il latte ed amalgamate il tutto. Aggiungete l’erba cipollina e il salmone tagliato a pezzetti mescolate. Versate il composto in una forma da plumcake imburrate e fate cuocere in forno, precedentemente riscaldato, a 180° per 45 minuti. Componete l’insalata su un piatto accompagnandola con il cake salato. E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 7 aprile 2011
Qualche giorno fa vi parlavamo di come sia bello per noi, provare emozioni. Ultimamente ci è capitato, in occasione della visita di Tomoko. Le parole non sono sufficienti per esprimere come ci siamo sentite, per me, è stato come ritrovare un’amica di vecchia data e non una persona che non avevo mai conosciuto. Ci siamo trovate subito a nostro agio: abbiamo girato per Torino e siamo state a casa a leggere un libro o a guardare un film, tutto è stato semplice e naturale. Helga ha posto fin troppe domande, Magali, invece, silenziosamente ha intuito; insieme abbiamo desunto che i Giapponesi sono un popolo molto educato, riservato, ma allo stesso tempo “di compagnia”, rispettoso del prossimo e del bene comune, non invadente, né curioso, vivace intellettualmente. Abbiamo notato che, a differenza nostra, non ostentano la sofferenza, noi spesso, la rendiamo pubblica come fosse un segno distintivo di merito averla superata o come se il solo fatto di averla vissuta ci facesse apparire migliori agli occhi altrui. Sono sicuramente educati in modo diverso dal nostro, abituati a superare qualsiasi avversità vivendola interiormente. Crediamo che sia molto pesante proprio per se stessi vivere in questo modo, riuscendo a non “gravare” il prossimo delle proprie difficoltà, quindi Magali ed io non possiamo che dire: “Chapeau! Capiamo, che per lei, non è stato facile venire a casa nostra, visto che non ci conosceva personalmente, ma noi abbiamo fatto di tutto per cercare di distrarla e speriamo che lei si sia trovata bene ed in ogni momento sarà, nuovamente, la benvenuta. La ringraziamo per la sua visita, “per averci sopportato”, Helga le chiede scusa per aver cucinato veramente male e … abbiamo ancora un sacco di cose da dirle! Il tempo è trascorso spensierato e, purtroppo velocemente, nel congedarci all’aeroporto, tutti noi, abbiamo percepito una fortissima commozione, la nostra casa, anche se per pochi giorni, è stata riempita da simpatia, cultura, signorilità e, soprattutto, calore umano. Oltre a un libro di cucina bellissimo ed alle tante nostre curiosità alimentari, di cui vi parleremo prossimamente, Tomoko ci ha lasciato un grande dono: il desiderio, l’entusiasmo, la curiosità di conoscenza, di rispolverare note passioni e scoprire interessi inattesi. Parlando con Magali, lei mi ha espresso il suo pensiero dicendomi che le affinità elettive uniscono le persone, creando legami che vanno al di là dei luoghi di appartenenza, e che la cosa importante è essere se stessi e non porsi troppe domande, proseguire serenamente e vivere, perché solo andando incontro al “nuovo” si possono provare le bellissime emozioni, come quelle, vissute durante questa visita sorprendente. Ed ecco alcuni scatti a ricordo di quei bei giorni! Ed ecco la foto, tutti insieme, la sera prima della partenza.
mercoledì 6 aprile 2011
Forse, non tutti sanno che Helga ed io siamo due anime molto casalinghe, stiamo sempre nella nostra tana ed, usciamo, solo in caso di eventi eccezionali. L'altra settimana, per l'appunto, c'è stato un invito, da parte di una cara amica, io non ho potuto partecipare, in quanto, il luogo dell'evento era popolato da due cani, io come sapete vado d'accordo solo con gli esseri umani e quindi ho mandato Helga sola, soletta. L'evento era la presentazione di un libro di cucina pubblicato da Laura, chi ci segue già la conosce, perchè di lei abbiamo parlato, più volte, nel nostro blog, beh non divaghiamo: Laura aveva preparato un buffet per un fantastico apericena ricco di bicchierini guarniti con crema di ceci, ai formaggi, riso nero e molteplici torte e cakes salati, una meraviglia, c'era veramente da leccarsi i baffi. Il tutto è stato allestito in un nuovo centro "La Sorgente" in cui si tengono corsi di vario genere tra cui yoga e prossimamente cucina, un ambiente molto accogliente sito alle pendici della collina torinese. Helga, giunta a casa, mi ha raccontato tutto e mi ha detto che ha conosciuto delle persone molto socievoli e simpatiche. Ringraziamo la nostra amica Laura per il gradito invito e se qualcuno volesse acquistare il suo libro, per perdersi piacevolmente tra le sue pagine ricche di ricordi e prelibatezze, può contattatarla, scrivendo a lauracrema55@yahoo.it

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