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Magali

Magali
mercoledì 29 febbraio 2012
Ho passato giorni di "pigrizia" intellettuale, facilitata da questo clima primaverile, ho riflettuto su tante cose, ma oggi non voglio annoiarvi. Poco tempo fa sono andata a trovare, come vi ho raccontato, Giacomo e i pelosotti e ho colto l'occasione per fare un "salto" a Nimes. A me piacciono moltissimo i mercati, la gente, i colori, i prodotti, ecco alcuni scatti di quello coperto de "La coupole".






Non potevo non partecipare al contest  di Elisa


perchè ormai è risaputo che io sono vegetariana, Magali, onestamente ne avrebbe fatto a meno! Io non sono convinta che si debba necessariamente appartenere ad una corrente di "alimentazione", ad esempio io non mangio carne, raramente pesce, pochissimo formaggio ... ma se nel dolce c'è il burro non mi tiro indietro e non posso fare a meno della frutta. Credo che il nostro corpo dovrebbe essere in grado di discernere ciò che ci fa bene o male, ma senza sentirsi costretti in un regime alimentare specifico.
Ecco cos'ho preparato (Magali questa volta si è rifiutata).


Strudel tofu e porri

Ingredienti per quattro persone:
5 fogli di brick
100 g di tofu
2 porri
Olio di oliva
Sale
Semi di sesamo
1 uovo

Besciamella: 20g di burro, 20 di farina, 1 bicchiere di latte (per una salsa più leggera potete usare il latte di soia, sale, 1 pizzico di noce moscata, 1 sottiletta.

Preparazione:
tagliare i porri in fini rondelle e farli saltare per una decina di minuti in una padella antiaderente con dell’olio, aggiungendo il sale. Tagliate il tofu in piccoli quadratini e uniteli ai porri, cuocendo per alcuni minuti.
Preparare la besciamella, alla fine salate, aggiungete la noce moscata e la sottiletta. Unite i porri e il tofu e mescolate.
Su una teglia foderata con carta forno, mettete 2 brick sovrapposte al centro, poi sopra altre due, mettete il ripieno al centro, ripiegate i lembi di inizio/fine, ripiegate gli altri due uno sull’altro. Avvolgete poi la quinta brick allo strudel.
Sbattete l’uovo e spennellate lo strudel, cospargete con qualche seme di sesamo.
Fate cuocere in forno a 180° per 25 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi”
domenica 26 febbraio 2012
Questo l'ho scritto ieri
Oggi sono profondamente addolorata, non desidero condividere fisicamente con alcuno questa mia sensazione, perché sento la necessità di stare in solitudine.
Ho imparato ad accettare momenti tristi con estrema saggezza, perché ho certezza della loro transitorietà. Ho imparato che esternare il motivo di questo stato d’animo a chi lo ha provocato è inutile, senza senso, sarebbero solo parole superflue, abusate.
Ho imparato a fare a meno di un silenzioso accorato abbraccio, che avrebbe potere taumaturgico, perché nessuno compierebbe questo gesto senza porre domande.
Ho imparato che io ci sono per me sempre, unica profonda certezza consolatrice. Ho imparato che la mia sofferenza è significativa del mio essere vitale.
Ho imparato che si deve piangere soli, per non essere derisi, per non dare segni di debolezza, perché, purtroppo, il mondo appartiene a chi appare forte, al di là delle possibili dissertazioni poetiche.
Ho imparato che non posso vivere nell’attesa.
Ho imparato che domani, indipendentemente da me, verrà ed io so che sarò pronta ad attenderlo con forza rinnovata.
Ho imparato che … ora è tardi, ma io vado a prepararmi un piatto di spaghetti, perché la cucina con i suoi profumi, il suo movimento, il suo rumore, rasserena. Grazie a voi tutti per aver condiviso e compreso.

Ed oggi, torniamo alla grande ed eccoci qui nuovamente coinvolte nella tenzone dell' MTC

abbiamo letto le indicazioni di Bucci e ci siamo messe all'opera.
Per quanto riguarda gli ingredienti ho deciso di prepararlo a mio piacimento, visto che sono vegetariana ho optato per l'unione dei due salmoni, devo dire che è l'unico pesce che non amo molto, ed allora ho voluto vedere se questa "versione" mi stuzzicava. L'ho volutamente non passato al mixer e vi dirò accompagnato dai cracker preparati su idea della mia amica Ylenia , solo con qualche variazione, è veramente da leccarsi i baffi e questa volta Magali è pienamente d'accordo.
L'ho chiamato così, perchè sono una persona molto disponibile ed altruista con chiunque, caratteristiche, credo, desuete e quindi per una volta ho voluto pensare a me stessa, per vedere come ci si sente!

Et voilà le paté!



avec ses


Paté dell’egoista
Ingredienti:
500 g di filetto di salmone fresco
90 g di salmone affumicato
1 cucchiaio di olio di oliva
la buccia grattugiata di mezzo limone
il succo di un po’ meno di mezzo limone
1 tuorlo
70 g di yogurt bianco
35 g di burro morbido
sale
pepe
erba cipollina tritata (io ho usato quella secca)

Preparazione:
fate cuocere il filetto di salmone fresco al vapore.
Eliminate la pelle e le parti grigie.
Mettete il salmone in una terrina e sfogliatelo con l’aiuto di una forchetta. Tagliate il salmone affumicato a dadini e aggiungetelo al salmone fresco.
In un’altra scodella lavorate il burro morbido , l’olio di oliva, il succo di limone, il tuorlo, lo yogurt, sale e pepe. Amalgamate bene e poi unite il composto al salmone mescolando bene con una forchetta.
Aggiungete l’erba cipollina tritata e mescolate.
Mettete il composto in uno stampo o in un barattolo, come ho fatto io, e mettete al fresco fino al momento di servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

Crackers di Ylenia
Ingredienti:
85 g di farina integrale di farro
2 rametti di rosmarino tritato
10 g di burro
30 g di acqua fredda
10 ml di olio (circa 8 g)
una presa di sale


85 g di farina 00
semi di papavero
10 g di burro
30 g di acqua fredda
10 ml di olio (circa 8 g)
una presa di sale
Preparazione:
unite in una ciotola la farina 00 e il rosmarino tritato finemente, e in un’altra la farina di farro e i semi di papavero, il sale e mescolate per amalgamare gli ingredienti
Unite l'olio e il burro freddo tagliato a pezzetti cominciando a lavorare con le mani fino ad ottenere un composto bricioloso
Unite l'acqua e proseguite impastando su una spianatoia (se l'impasto è un pò duro lavorare con le mani umide) fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo (quello con la farina di farro risulterà più duro)
Con un mattarello ricavate una sfoglia abbastanza sottile
Accendete il forno e preriscaldarlo
Con uno stampo quadrato, rotondo o come preferite, ricavate le forme della grandezza che si desidera
Adagiare i crackerini su una teglia rivestita da carta forno
Con un pennello spennellate sulla superficie un po’ di albume precedentemente sbattuto
Terminare cospargendo altri semi di papavero su quelli bianchi o rosmarino su quelli al farro.
Con i rebbi di una forchetta bucate ogni cracker per evitare che gonfi durante la cottura
Infornate a 190° fino alla giusta doratura (circa 10 minuti)
Togliete dal forno e fate raffreddare.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 20 febbraio 2012
Veramente sul filo di lana con questa ricetta partecipiamo al contest di  Barbara




Come richiesto da Barbara alla ricetta dovevamo abbinare un capo di abbigliamento, beh ho aperto l’armadio e senza esitazione ho scelto questa borsa, perché … 


Perché questa ricetta mi ricorda Parigi e la borsa l’ho comprata proprio lì e quella sera ho cenato in un ristorante e ho mangiato un dolce simile a queto. Ormai tutti sanno che è la città dove vorrei vivere, che conosco come “le fond de ma poche” . Credo che quasi tutti coloro che ci siano stati, ne siano rimasti stregati, ma per me è qualcosa che va al di là di ogni logica spiegazione, mi orizzonto in ogni suo quartiere, anche sconosciuto, con estrema disinvoltura, ho ancora nelle narici il profumo che mi accompagna da quando avevo 18 anni e la visitai per la prima volta, dei croissants appena sfornati a Les Halles … Vi sono luoghi dove respiro tranquillità, pace, dove amo confondermi con i parigini, come quando mi fermo a leggere un libro, la domenica pomeriggio, ai giardini del Lussemburgo, seduta sulle tipiche sedie di metallo verde salvia, amando ricordare tutte le tonalità in cui sono state dipinte nel corso del tempo … cose stupide che mi fanno sentire a casa, e che ogni volta mi trovo sulla via del ritorno, provo uno struggimento interiore, a volte piango, perché so che lì ci sono le mie radici, solo lì si libera la mia vera essenza, passeggiando tra quelle vie, per me familiari, ritrovo una me stessa meravigliosa, entusiasta, instancabile, desiderosa di conoscenza, di nuove scoperte.
Tutto questo mi fa rivivere ogni volta una magica atmosfera e mi rendo conto di essere veramente fortunata, perché sono in grado, ancora alla mia età, di emozionarmi e stupirmi in modo così profondo e questo veramente mi scalda il cuore.

Beh, ora torniamo al contest: ho cercato di seguire alla lettera il tema “Food è Chic - Il cibo che portiamo in tavola deve saper conquistare la vista prima di tutto” e ho voluto preparare questa torta tanto chic quanto semplice nella sua preparazione e negli ingredienti, proprio per sfatare il mito che, non sempre, ciò che è complicato, esagerato è sempre elegante.




Simplement chic
Ingredienti per 4 tortine dal diametro di 9 cm
350 g di speculoos
150 g di burro
4 pere abate
8 cucchiai di miele
4 cucchiai di rhum
2 fialette di aroma alla vaniglia

Per decorare:
4 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di acqua

Preparazione:
nel robot tritate finemente i biscotti speculoos. Metteteli in una scodella.
Fate fondere il burro, aggiungetelo ai biscotti ed amalgamate bene.
Foderate un vassoio con carta forno e con l’aiuto di un tagliapasta formate i dischi con l’impasto. Io ho posizionato il taglia pasta, ho messo impasto sufficiente a fare un disco di circa 5 mm di spessore ho pigiato bene con un batticarne e così via per 8 volte.
Riponete in frigorifero.
Pelate le pere, privatele dei semi, tagliatele a dadini, mettete in una padella antiaderente con il miele, il rhum e l’aroma alla vaniglia, fate cuocere per 15 minuti circa. Togliete dal fuoco, mettete in una scodella e ponete in frigorifero per 10 minuti.
Prendete i dischi e su quattro di essi mettete le pere e poi sopra un altro disco.
In una padella antiaderente fate fondere lo zucchero con l’acqua fino a formare il caramello, fate raffreddare qualche istante e con il cucchiaio di legno, muovendolo velocemente, formate sulle tortine i fili di decorazione.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 19 febbraio 2012
Discorsi da vecchietta …

E’ tutta colpa del mio robot nuovo, l’altro è andato in pensione dopo 25 anni di onorato servizio, lo odio ...  questo in teoria dovrebbe fare tutto, compreso impastare, ma praticamente trita solo. Senza parlare del fatto che prima di incastrare il bicchierone alla base bisogna ogni volta votarsi al santo del giorno e chiedere la grazia per riuscirci al primo colpo. All’inizio pensavo fosse un mio limite, che fossi io l’impedita ed invece si è rivelata una missione impossibile (devo chiedere ancora a Tom Cruise!), ve lo garantisco ho fatto provare parecchi umani e nessuno ce l’ha fatta al primo tentativo. Il vecchio robot impastava, tritava solo con l’uso delle lame, bei tempi!
Lo stesso mi è accaduto ultimamente, perché ho cambiato una scopetta elettrica che andava alla grande, solo che la batteria non teneva più la carica, e così ho dovuto acquistare il nuovo modello, come vorrei che il progettista  venisse a casa mia, come godrei nel fargli notare tutte le déffaillance di questa nuova versione!
Da qui sono seguite una serie di domande senza risposta:
  • perché ci deve essere un robot che trita, uno che impasta, uno che frulla decentemente?
  • perché le maglie 100% lana, per non parlare 100%  pura lana vergine sono introvabili?
  • perché d’estate, le persone, si avvolgono in camicette e vestiti di poliestere, forse amano puzzare? Io mi ribello e compro solo cotone!
  • perché quando leggo su un’etichetta “made in Italy” mi sembra un miracolo!
  • perché i bambini non fanno più merenda con pane e olio, pane e sugo, pane burro e zucchero?
  • perché le fragole non hanno più una dimensione normale e il picciolo è saldamente ancorato alla polpa e toglierlo è un’altra missione impossibile?
  • perché dobbiamo sempre arzigogolarci il cervello per creare pietanze sempre più sofisticate?
  • perché c’è troppa scelta di tutto?
Indovinate da chi sono andata a chiedere risposta … dalla pelosotta Magali e lei guardandomi candidamente mi dice:” I gatti sono notevolmente superiori agli umani, molto meno stupidi, perché si accontentano di molto meno, hanno solo un vestito per tutta la vita, non usano profumi, ma non puzzano, ma, soprattutto, perché non sono avidi, sono molto più rilassati, perché hanno un equilibrio interiore notevole. Questo è quello che devi raggiungere, il mondo va così, continua questa sua pseudo-evoluzione e tu non puoi evitarla, ma solo contrastarla con la tua integrità, il tuo affrettarti lentamente, il tuo essere al di sopra del tutto”
Non posso che essere grata ancora una volta a Magali per dispensarmi perle di saggezza spicciola, ma efficace, esaustiva e stimolante.

Fabiola ha proposto questo simpatico contest "Rimettiamole in pentola"  che mi ha dato l'opportunità di ricucinare una mia ricetta già pubblicata, se volete leggere la  "vecchia" andate qui, ed ora praticamente una nuova versione! Ho scelto questa perchè se dovessi scegliere la ricetta più buona del blog, la regina assoluta senza un attimo di esitazione sarebbe questa pasta.


Visto che questa è la mia ricetta del cuore partecipo anche al contest di Valentina "Cucinando con il cuore"


Quindi a gran voce rieccola su questo schermo!



Tagliatelle al limone new look

Ingredienti per 4 persone:
2 uova
200 g di farina
3 limoni biologici, meglio se della Costa Amalfitana

Per condire:
100 ml di panna
1 carota
1 zucchino

Preparazione:
grattugiate la scorza dei limoni.
mescolate, su un piano infarinato, la farina con le uova ed impastando aggiungete la scorza grattugiata e un cucchiaio di succo di limone.
Ottenete così una pasta elastica che dovete “tirare in sfoglie” molto fini utilizzando la macchina per la pasta o un matterello. Con la macchina della pasta o il coltello fate le tagliatelle.
Pulite e fate cuocere in acqua bollente salata lo zucchino e la carota, quando sono fredde tagliatele una parte a julienne e parte a cuoricino.
In una padella antiaderente mettete la panna, salate e aggiungete la verdura,
Fate cuocere la pasta in acqua abbondante salata, scolate e fate slatare in padella con il condimento.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 17 febbraio 2012
Innanzitutto Magali ed io auguriamo a mia sorella con tanto affetto
Buon Compleanno

Oggi 17 febbraio non posso che lasciare ampio spazio a loro, perchè è la festa del gatto! Amo da sempre i mici, perchè sono magici, perfetti nei lineamenti, misurati nelle movenze, riservati, affettuosi e in tanti hanno sempre fatto parte della mia vita- Solo Magali, come ben sapete, vive con me, la maggior parte degli altri (Giaocmo e l'allegra combriccola vivono liberi al mare ed io, quando posso, li nutro)  per chi non li conoscesse ancora ve li presento:

Magali: la padrona di casa, non ama i propri simili, ma è adorabile con gli umani, non conosce il significato del verbo graffiare, è gentile, chic, ma soprattutto magica e zen!


Publi: la micina della ditta, ne ha passate tante, non ha più tutte le sue vite a disposizione, ma noi la curiamo con affetto e speriamo non si metta nuovamente nei guai!


Cleo: la dolce Cleo, che dorme sotto il piumone! Vive con Bruna, la mia amica, ma è sempre presente nelle nostre mail e non poteva che far parte anche lei della "carrellata", non sembra una vera star in questa fotografia?

Giacomo: come non voler bene a questo monello, bullo di periferia, borbotta sempre quando lo accarezzo, me ne concede solo due, alla terza scatta il morso, vive insieme all'allegra brigata sottostante solo per gran parte dell'anno, ed ogni volta spero sempre di trovarlo in buona salute!


Il gigante buono: un gattone nero, dal pelo lungo, di ottimo carattere, sicuramente appartiene a qualcuno, viene a trovarmi, mangia solo un bocconcino, per non offendermi, si fa accarezzare e grattare il testone, e poi sta lì sul muro, come si suol dire fa "presenza".

Giacomina: così chiamata, perchè sicuramente figlia di Giacomo, il suo muso è incredibile! Lei non viene spesso, presumo abbia un'altra casa, ma se viene a nutrirsi, poi sta, a distanza, a tenermi compagnia per un po', come se fosse maleducazione mangiare ed andare via!

Giada: detta anche Bauletto, perchè quando cammina ha le zampotte corte e con questo pelo fitto e lungo, sembra veramente un parallelepipedo di pelliccia! Con questi occhietti sembra veramente uno spiritello, un folletto peloso! E' molto sinuosa, vezzosa, è proprio una gattina nel vero senso della parola. Anche lei ha sicuramente un'altra casa, ma è quotidianamente ospite da me!


Non lo so: è uno dei tanti. Qui la maggioranza dei gatti sono neri ed è difficile distinguerli! Sono moltissimi, rapidi, tante mini pantere, ovunque mi giri ci sono due occhietti verdi o gialli che mi spiano!


Il Soffiadur: lo chiamo così perchè dopo avergli dato da mangiare per un'intera estate, ancora oggi, quando gli porgo la scodella, mi soffia sempre! Ha sempre a che dire anche con i suoi simili, insomma non ha propriamente un "bel carattere", però è bellissimo!


Ho foto più belle dei pelosotti, ma queste sono scattate in questi giorni a testimonianza che stanno tutti bene.
Perdonatemi per questo post senza ricetta, ma se non lo avessi scritto Magali e tutti i pelosotti si sarebbero offesi. Non posso che riflettere sul fatto che, sembra impossibile, ma ognuno ha il suo carattere, la sua unicità, arrivano senza far rumore e prendono posto nella mia vita, lo so verrà il giorno in cui qualcuno di loro non risponderà all'appello, perchè vivono liberi, ma io non ci penso, continuo a nutrirli quando posso e quando li vedo arrivare sono contenta!
Non posso che concludere augurando a tutti i pelosi "Buona festa del gatto!", anche, se per quelli casalinghi, la pacchia dura tutto l'anno!
lunedì 13 febbraio 2012
Con questa ricetta siamo ospiti di Loredana per il contest The recipe-tionist dI EliFla, la nostra partecipazione è simbolica, avendo vinto nel mese di gennaio, ma ci faceva molto piacere entrare nella cucina di mamma Loredana.

Il far parte di quest’avventura mi piace molto, perché io amo molto la casa, la vivo proprio come la mia tana, rappresenta le mie radici, il fulcro del volersi bene, purtroppo per un motivo o per l’altro, da molto tempo, sono un po’ senza una vera famiglia, numerosa, in cui tutti si scambiano vicendevolmente cortesie, ed allora partecipare a questo contest è un po’ come entrare in casa della persona che “ci ospita”, nella sua famiglia e questa volta con molto piacere sono entrata in casa di Loredana che, pur non conoscendola di persona, ritengo sia una donna intelligente ed acuta, profonda, che si mette alla prova e, a differenza mia, ci riesce alla grande.
Ho scelto questa sua ricetta per molti motivi:
La pigrizia: temperatura sotto zero, vento siberiano Magali, pur essendo dotata di pelliccia, si rifiuta di uscire e io pure, c’erano molte preparazioni che mi attiravano (e che conto di sperimentare), ma mi mancava sempre un ingrediente avrei sostituito le cozze con le vongole, ma mi mancava il broccolo e così via ed allora di questa avevo tutto in casa. qui fa un freddo terribile e gli unici ingredienti che avevo in casa erano quelli di questa ricetta!
San Valentino: cosa c’è di meglio del dire ti voglio bene con dolcezza?
Il ricordo: come Loredana questi dolcetti appartengono alla mia infanzia, erano variegati nei colori e nei sapori, ricordo che quelli azzurri all’anice erano quelli che rimanevano per ultimi!
La rapidità: proprio ieri ho appena terminato un periodo, lungo, intenso, mentalmente stressante e non avevo voglia di ripulire la cucina dopo una preparazione complicata, lo ammetto questo motivo va a braccetto con la pigrizia suddetta!

Ed ecco qua le ginevrine



Le ginevrine
Ingredienti:
200 g di zucchero semolato
22 g di acqua
aroma (io ho usato del Calvados)
colorante

Preparazione:
Versare in un pentolino lo zucchero e l'acqua, porre su fuoco dolce e far sciogliere fino a quando non si avrà uno sciroppo, ma non un caramello.
Aggiungere l'aroma, nel mio caso 4 cucchiai di Calvados e alcune gocce di colorante giallo.
Lasciar cadere delle gocce su carta forno, effettuare questa operazione velocemente, in quanto tende a cristallizzare rapidamente.
Far asciugare per 24 ore e conservare o consumare.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”


venerdì 10 febbraio 2012
Magali ed io ne abbiamo sempre una nuova da raccontare … Ieri, quando sono uscita, ho visto un’ingombrante busta che usciva dalla mia buca delle lettere, ho guardato subito, non resistevo alla curiosità, arrivava dall’Irlanda. Racconto a voi e a Magali, che non sta più dalla pelliccia dalla curiosità, questa storia che, come sempre, mi ha fatto riflettere …
Ho degli amici irlandesi che non vedo da oltre dieci anni con cui ci scambiamo gli auguri natalizi e non molto di più che il mio inglese non è molto fluente. Durante il mio viaggio ho scoperto che in quella terra e più precisamente a Kildare, vi è un’abbazia dove visse Santa Brigida. Non so quanti di voi la conoscano, ma esiste una preghiera molto lunga (in realtà è attribuita a Santa Brigida di Svezia) che consta di 15 orazioni, va recitata ogni giorno per un anno intero ininterrottamente e lo si fa al fine di chiedere una “grazia” particolare e se si salta un giorno bisogna ricominciare da capo per altri 365. All’epoca del viaggio in Irlanda io recitavo quotidianamente questa preghiera. Ero appunto ospite a casa della mamma della mia amica ed al muro vedo appesa la croce di Santa Brigida e le relative orazioni, le ho spiegato che le conoscevo e di come il recitarle fosse, in quel periodo, una mia quotidiana abitudine. Lei rimase molto colpita che questa santa fosse conosciuta in Italia e d’istinto tolse la croce e la preghiera dal muro e me le regalò. Magali sta alzando gli occhi al cielo in segno di impazienza, perché il preambolo inizia ad essere lungo. Beh, per farla breve, ieri ho aperto la busta e dentro c’era questa croce che ho appeso alla mia porta di ingresso.


Era accompagnata da un biglietto in cui la mia amica mi spiegava che avendo parlato in classe alle sue allieve di Santa Brigida, aveva parlato anche di me ed una bambina, Isabella, si è offerta di fare una croce proprio per me. Eccola qui insieme, che mostra orgogliosa la sua opera., insieme alla sua compagna Quency.


Questa cosa mi ha commosso, perché a distanza di anni sono rimasta vivamente nella memoria di una persona lontana al punto di parlare di me in una sua lezione. Questo mi ha dato conferma di una cosa che ho sempre pensato che nella vita non ha importanza il tempo che trascorriamo sulla terra, ma di quanto il nostro passaggio sia incisivo, sia tale da renderci unici, da distinguerci, da lasciare un segno.


Con questa torta partecipiamo al contest Cucinando con il cuore di Valentina


Questa ricetta è di Alessia, ricercatrice sulle particelle molecolari, una ragazza siciliana appassionata  di ceramica, cucina ed uncinetto … che l’ha passata alla mia amica Pia, che l'ha passata a me … La preparazione è semplice ed il risultato è ottimo! Magali ed io l’abbiamo solo personalizzata per San Valentino, proprio il 14 febbraio mio marito ed io festeggiamo il nostro anniversario: 25 anni di matrimonio, alti e bassi, bassi e alti, caratteri da smussare, incredibili avventure da ricordare, incomprensioni a volte risolte, a volte accantonate, progetti sempre nuovi da realizzare, mie idee strampalate da assecondare, ci unisce un bene profondo, siamo ancora insieme e possiamo contare reciprocamente l’uno sull’altra e tutto questo penso sia importante.


Torta passaparola
Ingredienti:
500 gr. di ricotta di Pecora
100 gr. di cioccolato fondente
4 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero (io ne ho messi 7)
4 tuorli
2 albumi
buccia grattugiata di un limone o arancia
spolverata di cannella

Preparazione:
con un cucchiaio di legno lavorare la ricotta, unire la farina, lo zucchero e i tuorli, la buccia grattugiata e la cannella (in abbondanza), mescolare bene tutto. Montare a neve ben ferma i due albumi, aggiungeteli al composto mescolando dall’alto verso il basso.
Tagliate il cioccolato a pezzettini con il coltello, se è diventato troppo morbido, mettetelo un po' nel freezer .
Aggiungetelo al composto.
Versate tutto in una tortiera imburrata e infarinata e coprire con un foglio di alluminio.
Cuocete in forno a 180° per 45-50 minuti, togliete il foglio di alluminio e cuocete ancora per 10-15 minuti.
Servite tiepida o fredda, meglio se spolverizzata di pistacchio e cannella oppure accompagnata con cioccolato fondente fuso.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 5 febbraio 2012
Ormai mi conoscete e sapete che con Magali, quando ho un attimo di tempo, amo riflettere, proprio oggi le ho detto che a volte basta anche solo un gesto altrui per farti sentire meglio, coccolata e lei mi ha guardato dicendomi che lei non ne sente il bisogno visto che la sua pellicciotta invoglia tutti a “strufugnarla”, io le ho spiegato che noi umani non abbiamo questa fortuna e, solitamente, siamo anche più irascibili dei gatti, ma mi son resa conto che con lei è fiato sprecato, quindi ho lasciato perdere e ho cercato di riportarla al mio discorso iniziale … le ho detto che a me mancano, talvolta, queste gentilezze e lei mi ha guardato con i suoi occhioni e mi ha detto: “Non aspettare, agisci, sìì presente, anche se assente”. Come avete ben compreso, lei non ama molto perdersi in chiacchiere, soprattutto quando viene distratta dalla sua siesta. Mi fido molto di Magali, perché la ritengo molto saggia e la sua vista, il suo sentire, vanno al di là delle innumerevoli umane elucubrazioni mentali e quindi cerco sempre di mettere in pratica i suoi consigli (prima ovviamente li devo decifrare) e così ho fatto anche questa volta. Mio marito e i ragazzi, che lavorano con lui, domattina presto partiranno per un lungo viaggio verso luoghi ancora più freddi, sicuramente non faranno in tempo a fare colazione, ed allora ho pensato al “cartoccio del conforto”. Ho preparato dei dolcetti da mettere in un semplice sacchetto del pane, da cui ogni viaggiatore potrà attingere durante la lunga strada. Per vari motivi non potrò essere con loro ed allora quale miglior modo per essere presente anche se assente, se non accompagnarli dolcemente? Penso sia un’idea carina per esserci in modo non invadente, per trasmettere affetto, perché il cibo unisce, dà gioia e conforto e perché, come d’abitudine, Magali ha sempre ragione. A proposito mi ha fatto la ramanzina, perché dice che la trascuro, perché è da tempo che non metto una sua foto sul blog, quindi per non deluderla la accontento subito!


con questa ricetta partecipiamo
al contest "Brunch or Breakfast" di  Francy e Vale


 e a "Creaimo con lo zucchero?" di Deborah

Ed ecco il nostro cartoccio e ... Buon viaggio!



Il cartoccio del conforto
Ingredienti:
250 g di polpa di mela
2 uova
60 g di farina
70 g di zuccchero di canna
70 g di yogurt bianco intero
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di olio

Preparazione:
sbucciate la mela, privatela dei semi e tritatela al mixer.
In una terrina sbattete i tuorli con lo zucchero e l'olio. Incorporate la polpa delle mele e la farina, mescolate.
Montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli al composto mescolando dall'alto verso il basso.
Ripartite il composto negli stampi da muffin o in uno stampo unico. (con questo impasto ho preparato 6 muffin e tre tortine).
Cuocete in forno a 180° per 20 minuti.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"


sabato 4 febbraio 2012
Ho appena finito di scrivere un post triste, ma realistico, subito cancellato …
Quindi ricomincio, guardando come si suol dire "il bicchiere mezzo pieno"!
Oggi ho di nuovo riscoperto che la gentilezza esiste, arriva da chi meno te lo aspetti, e questo mi dà gioia nel cuore e mi fa ben sperare nel genere umano e nel fatto che, spesso, anche se il bene non “torna indietro” da coloro ai quali tu lo fai direttamente, sicuramente prima o poi arriva, per via traverse. Io sono una “convinta” assertrice di questa teoria: spargere solo bene intorno a noi, sotto qualsiasi forma … Oggi vi proponiamo qualche foto di Publi, chi ci segue dall’inizio, sa che lei è la micina della ditta, che ne ha superate di tutti i colori ed è ancora qui a farci compagnia, non è bella, ma assume delle espressioni troppo simpatiche!


Poi per dare un po’ di brio a questa grigia giornata per iniziare Magali ed io ci siamo date una scrollata, lei si è diretta in cucina, con la sua vaporosa codona ritta, seguita da una Helga poco convinta. Abbaimo deciso di metterci in azione al fine di allontanare tutte le cose che ci hanno fatto star male, non avevamo voglia di uscire con questo freddo ed allora ci siamo arrangiate con quello che avevamo in casa.


Torta dietetica

Ingredienti:
150 g di farina al farro
200 g di farina 00
100 g di noce di cocco grattugiata
2 uova
120 g di zucchero di canna
250 gi di yogurt bianco intero
1e ½ di latte
1 bustina di lievito

Preparazione:
in una terrina sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete le farine, il cocco, il lievito, unitamente al latte continuando a mescolare, amalgamate bene.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”



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