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Magali

Magali
domenica 26 gennaio 2014
Questo libro si svolge in due città facenti parte della mia vita: Boston, appartenente ad un periodo passato, ma intensamente ricco di emozioni, e Parigi che da sempre è la mia città in cui trascorro sempre più giorni dell’anno e che continua ad esercitare su di me il suo fascino nonostante la nostra liaison duri ormai da oltre trent’anni.

"La donna del piano di sopra" di Claire Messud, consigliatomi dalla mitica Ale, l’ho letto tutto d’un fiato, tratta di una donna, apparentemente anonima, che vive una vita ordinaria accontentandosi come molti, ma capace di provare sentimenti intensi, profondi che si prolungano nel tempo, ma che, alla fine, si rende conto di essere stata sminuita proprio dalle persone amate. Inizia, così, a provare una rabbia fortissima che la spinge prepotentemente verso la vita.
E’ un libro che mi è piaciuto molto, non l’ho trovato prolisso, perché le pagine scorrono rapidamente. La trama può apparire scarna e limitata, ma, in realtà, se lo si legge attentamente, si rivela costruito su un mondo interiore, piuttosto che esteriore, sulle sensazioni, sull’essere, sulla ricerca dei propri desideri. Quindi lo consiglio a coloro che vogliono leggere un libro in cui, a volte riscoprirsi, unirsi alla pacata sofferenza della protagonista, e non meramente far parte di una storia.

Oggi abbiamo preparato il latte di soia in casa, è veramente semplice e non richiede neanche molto tempo.
La soia gialla prima dell'ammollo

La soia frullata con l'acqua prima della cottura
La soia cotta pronta per essere filtrata



Il latte di soia ottenuto

Latte di soia
Ingredienti per circa 800 ml di latte:
100 g di soia gialla
1 l di acqua
2 cucchiai di zucchero se lo desiderate

Preparazione:
la sera precedente mettete a bagno la soia in acqua tiepida.
Il mattino successivo risciacquate la soia sotto l’acqua corrente.
Frullate la soia con parte del litro d’acqua (circa ¼) poi man mano aggiungete il resto. Otterrete così un “passato” molto liquido.
Mettetelo in una casseruola, portate a bollore, e fate cuocere 20 minuti.
Togliete dal fuoco.
Intanto avrete preparato uno scolapasta posizionato su una terrina nel quale avreste messo un canovaccio.
Versate la poltiglia di soia e il relativo liquido nel canovaccio, attendete che si intiepidisca e con l’aiuto delle mani strizzate il canovaccio in modo che scenda tutto il liquido.
Il latte di soia è pronto e secondo il vostro gusto potete aggiungere lo zucchero.
Non gettate la purea ottenuta, perché servirà per degli ottimi burger, prossimamente su questi schermi.
Si conserva in frigorifero per alcuni giorni.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 19 gennaio 2014
Oggi vi parlo di questo film
Ogni giorno la società Dabbawalahs di Bomaby consegna sul luogo di lavoro “pietanziere” contenenti il pranzo a tantissimi lavoratori, preparati amorevolmente dalle rispettive mogli o da alcuni ristoranti convenzionati.
E’ proprio da un errore di “consegna” che inizia una conoscenza attraverso lo scambio di bigliettini inseriti quotidianamente nella lunch box tra Ila, moglie trascurata da un marito sempre più assente, et Saajan Fernandez, un contabile vedovo, solitario, prossimo alla pensione. Il cibo è il tramite delle emozioni che spinge i protagonisti a raccontarsi spaccati delle proprie esistenze, significativi, incisivi.
Fanno da sfondo a questa corrispondenza il rapporto che nasce tra Sajaan e il nuovo impiegato che dovrà sostituirlo e gli sforzi di Ila, per salvare il prorprio matrimonio, per cercare di attirare l'attenzione del marito, per far sì che quest'ultimo la consideri, ma i suoi sforzi sono semplicemente vani.
La corrispondenza cartacea, desueta ai tempi nostri, fa scaturire una storia d’amore dolce e romantica, quasi d’altri tempi, che spinge Ila e Saajan a fissare un appuntamento, ma i due si incontreranno solo in lontananza, perché lui, intimorito dalla bellezza e dalla giovane età di lei, non riesce ad avvicinarsi.
I due protagonisti finiranno col vivere un’esistenza insieme? La fine del film è lasciata all’immaginazione dello spettatore che la può ipotizzare a suo piacimento, quindi ognuno di noi può decidere del destino di Ila e Sajaan.
Consiglio vivamente questo film a chi ama le storie in cui il tempo scorre lentamente, in cui le emozioni sono palpabili ed emerge la speranza che esistano esseri umani di sesso diverso capaci di dialogare, scambiarsi “spicchi” di vita, spesso dolorosi, ma che scaturiscono reciprocamente dal cuore. Concludo dicendo che, secondo me, questa pellicola ha molto da insegnare alla filmografia italiana.
L'India è un paese che, in forme diverse, ha fatto più volte parte della mia vita, mio padre si era laureato, per hobby, in hindi alla Ca' Foscari, per questo durante la mia adolescenza ho conosciuto parecchi indiani ospiti a casa nostra e, se pur adolescente, ero affascinata da questa cultura così diversa dalla nostra. Mio padre aveva visitato questo paese più volte, portando al suo ritorno un bagaglio di racconti e fotografie considerevole. Io mi sono avvicinata a questo paese in punta di piedi, come farebbe Magali con il suo passo felpato, leggendo con sommo rispetto la Bagavad Gita, praticandoo yoga per tantissimi anni, ma non sono mai stata attratta a tal punto da visitarlo, perchè la miseria che lo avvolge è devastante ...
Visto che, ribadisco sempre, l'esistenza di un filo invisibile che ci porta dove dobbiamo arrivare, sulla scia di questo film, delle emozioni che mi ha suscitato, dei ricordi che ha fatto riaffiorare sono stata spinta a prerarare questa versione dello spezzatino, tema proposto dalle vincitrici Marta e Chiara, con cui partecipiamo all'avventura dell'MTC!
Purtroppo non avevo a disposizione tutte le spezie, ma alla fine il risultato “al palato” è stato soddisfacente (io essendo vegetariana, mi sono astenuta dall’assaggio).
Magali mi ha aiutato nella scelta degli abbinamenti ed ecco cosa ne è venuto fuori!

Spezzatino al sapore d’India
Ingredienti per 4 persone:
3 sovracosce di pollo
3 cucchiai di farina
4 zucchine
70 g di lenticchie
1 cipolla pelate e tritata
1 spicchio d’aglio pelato intero
5 cucchiai di passata di pomodoro
4 cucchiai di yogurt naturale
Olio di oliva
Sale

Per il brodo
500 ml di acqua
1 cucchiaino di coriandolo
1 cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di curcuma in polvere
½ cucchiaino di curry in polvere
1 pizzico di cannella in polvere
2 pezzi di zenzero fresco pelato di circa 2 cm
sale

Parathas
Ingredienti per 6 parathas:
100 g di farina integrale
50 g di farina 00
80 ml di acqua
Olio q.b.

Preparazione:
in una casseruola mettete 500 ml di acqua, il coriandolo, il cumino, la curcuma, il curry, la cannella, lo zenzero, il sale, portate ad ebollizione, abbassate il fuoco e fate cuocere con il coperchio per una ventina di minuti.
Private le sovra cosce della pelle, disossatele e tagliatele a pezzetti e infarinateli.
Pulite le zucchine, lavatele e tagliatele a rondelle.
Controllate le lenticchie, mettetele in uno scolapasta e passatele sotto l’acqua corrente.
In una casseruola fate soffriggere la cipolla con lo spicchio di aglio, aggiungete le lenticchie e un po’ di brodo e fate cuocere per circa 15 minuti.
Aggiungete il pollo, le zucchine, la passata di pomodoro, altro brodo e fate cuocere a fuoco lento e fate cuocere per circa 30 minuti, aggiungendo il brodo di tanto in tanto. Poco prima della fine cottura aggiungete lo yogurt e amalgamate bene il tutto.
Per le parathas: in una terrina mescolate le due farine, aggiungete pian piano l’acqua, amalgamate con l’aiuto di un cucchiaio di legno, poi impastate con le mani fino ad ottenere un composto morbido, fate riposare per due ora circa. Trascorso questo tempo dividete l’impasto in 6 parti e fate delle palline, prendete una pallina stendetela con il matterello, spennellate di olio una metà, ripiegatela, ristendetela con il matterello e poi procedete con le altre. Per la piegatura vi consiglio di vedere questo video.
Fate cuocere in una pentola aderente spennellata di olio.
Servite lo spezzatino accompagnato dalle parathas.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 17 gennaio 2014
Eccoci giunti alla conclusione del nostro contest "ok il prezzo è giusto", qui di seguito trovate i nostri acquisti con il relativo prezzo













Ho comprato tutta questa roba per un totale è di ... 254,9 €, quindi possiamo dire
"THE WINNER IS"
 Il piccolo pensiero che le arriverà come vi avevo anticipato è:

Per correttezza, qui di seguito, troverete gli scontrini dei miei acquisti

lunedì 13 gennaio 2014
Da quest'estate ho sentito parlare di questo libro
E così, essendo in offerta in formato kindle, l'ho acquistato e iniziato a leggere e giunta alla fine ho una certezza: ho superato una prova di tenacia perchè ho letto tutte le sue 770 pagine. E' un giallo prolisso, di una noia mortale, se proprio vogliamo si riscatta solo negli ultimi capitoli ... l'autore pur di allungare il brodo, a turno, ha fatto ricadere la colpa dei delitti su buona parte dei personaggi ...  Il giallo deve avere, per me, mordente, deve tenerti incollato al libro, non so come ho fatto a finirlo ... lo consiglierei al mio peggior nemico, ma dato che non ne ho non lo consiglio a nessuno, ovviamente questa è la mia mera opinione che differisce dal successo di massa che ha riscosso. Ultimamente ho letto due libri gialli che veramente mi hanno tenuto sveglia, ma sono veramente un'altra storia!
Non dimenticate che avete tempo fino a domani per giocare al nostro contest

Eccoci qui si ricomincia con l'avventura dell'MTC!

Le vincitrici Marta e Chiara hanno scelto come ricetta del mese lo spezzatino e, siccome, il mio proposito di quest’anno è di essere un po’ più egoista ho pensato a questa versione espressamente per me che sono vegetariana.
Proprio il nome che ho dato alla ricetta ha evocato in me tantissimi ricordi, quante prime volte mi sono venute in mente e quante ancora voglio sperimentare nel corso della mia vita! Perché? Perché la prima volta può, forse, crea affanno, ma è assolutamente un impulso, una sperimentazione, un mettersi in gioco, il sentirsi vivi, il provare nuove emozioni ed io non vedo l’ora di vivere tante altre prime volte in questo 2014!
Visto che il seitan è di origine cinese ho deciso di accompagnarlo con dei panini cotti al vapore e quindi è stata la prima volta che … ho preparato il seitan fatto in casa, così come i panini al vapore e lo spezzatino vegetariano.
Mi ha dato veramente soddisfazione preparare il seitan e lo consiglio a chiunque voglia concentrarsi su se stesso, desideri estraniarsi dalla realtà. Si crea un flusso di energia tra l’impasto, l’acqua e voi, credetemi un’esperienza assolutamente da provare. Di seguito troverete ben spiegate tutte le fasi di preparazione. Ed ecco il risultato


Spezzatino della prima volta
Per il seitan:
1 kg di farina manitoba
800 ml di acqua

Per il brodo di cottura:
2 litri di acqua
4 cucchiai di salsa di soia
1 carota
1 gambo di sedano
2 foglie di alloro
2 pezzi di zenzero fresco di circa 3 cm
un pezzetto di alga kombu
un pizzico di sale

per lo spezzatino:
seitan
8 foglie di verza
2 carote
200 g di cipolline già pelate
150 g di funghi champignon
olio di oliva
farina
sale
brodo di cottura del seitan

Panini cinesi al vapore:
150 g di farina
5 g di lievito di birra
90 ml di acqua
½ cucchiaino di zucchero
sale

Preparazione:
per il seitan dovete contare circa 30 minuti di lavorazione.
In una terrina mettete la farina ed aggiungete pian piano l’acqua, all’inizio mescolate con un cucchiaio di legno, poi procedete con le mani fino ad ottenere un impasto morbido tipo quello per la pizza. Formate una palla, lasciatela nella terrina e ricopritela di acqua tiepida. Lasciatela in ammollo per un’ora.

Trascorso il tempo armatevi di santa pazienza e risciacquate l’impasto l’acqua corrente. Ogni tanto riempite la terrina di acqua e lavoratelo direttamente lì dentro potrete così constatare la limpidezza dell’acqua di risciacquo. All’inizio sarà molto torbida e l’impasto molliccio, poi man mano diventerà più trasparente e l’impasto più elastico. Potete anche aiutarvi con uno scolapasta. Praticamente io l’ho lavorato per circa 30 minuti risciacquandolo continuamente. Ogni tanto fate un risciacquo con acqua più calda.

In contemporanea al risciacquo potete preparare il brodo, mettendo tutti gli ingredienti in una casseruola con coperchio, portate all’ebollizione, poi abbassate la fiamma.
Prendete un canovaccio bianco che non abbia odore di detersivo, date al seitan la forma di un panetto e ponetelo sopra il canovaccio umido, quindi precedentemente bagnato e strizzato, avvolgete e formate una sorta di caramella, legate le estremità con uno spago da cucina e immergetelo nel brodo. Fate cuocere per un’ora.
Trascorso il termine togliete il seitan dal brodo e dal canovaccio e fate raffreddare.
Lasciatelo un giorno nel brodo di cottura in frigorifero, prima di utilizzarlo.
Il giorno seguente ho tagliato delle fette di seitan abbastanza spesse e le ho poi divise in cubetti, infarinateli. Per lo spezzatino per quattro persone ho utilizzato un po’ più della metà del seitan prodotto, il resto lo si conserva tranquillamente nel brodo di cottura per 5/7 giorni.
Private le foglie di verza dalla costola centrale, lavatele e tagliatele a listarelle.
Pelate le carote e tagliatele a listarelle.
Pulite i funghi champignon e tagliate quelli più grossi.
Sciacquate le cipolline.
In una pentola, io ho utilizzato una di ghisa, fate scaldare l’olio e aggiungete le carote e le cipolline, poi dopo una decina di minuti la verza e i cubetti di seitan, aggiungete anche del brodo e fate cuocere a fuoco lento. Dopo circa 45 minuti aggiungete i funghi champignons e fate cuocere ancora una decina di minuti.
Fate sciogliere il lievito e lo zucchero nell’acqua tiepida aggiungetelo alla farina e al sale e mescolate, impastate e otterrete un impasto morbido, lasciatelo riposare coperto da un canovaccio per due ore.
Formate delle palline, ponete sul fondo del cestello della vaporiera un foglio di carta forno e fatele cuocere a vapore per 20 minuti. Io ho utilizzato una vaporiera.
Servite lo spezzatino accompagnato dai panini.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 7 gennaio 2014
Il nostro anno non è cominciato propriamente bene, anzi … dopo qualche giorno di stordimento Magali ed io ci siamo scrollate e ci siamo dette che sarà un anno sssstupendo, perché non potrebbe essere altrimenti visto che il 14 è da sempre il mio numero, ricorre nella mia vita fin dal giorno della mia nascita, quindi sicuramente vivremo esperienze favolose e indimenticabili. Vogliamo proprio sfidare questo brutto inizio con queste affermazioni. In queste vacanze non siamo riuscite a far molto, perché sempre iperindaffarate, se non guardare qualche film. Mi raccomando giocate con noi, non dimenticate il nostro contest che scade il 14!
E ora torniamo al film, oggi vi parlo di
Narra la storia di Philomena, magistralmente interpretata da Judi Dench, una ragazza madre irlandese obbligata ad abbandonare il proprio figlio, che viene dato, a sua insaputa, in adozione ad una famiglia americana. Dopo cinquant’anni trascorsi nel perpetuo ricordo di questa creatura, Philomena, ormai anziana, parte alla sua ricerca accompagnata da un giornalista.
Un film triste, molto triste. E’ da vedere, ma vi consiglio di farlo solo se siete nello spirito di sopportare una storia vera, cruda, in cui il dolore è palpabile, non tanto perché esternato, ma anche se abilmente sottinteso, sempre presente in tutto il film. La protagonista è una donna dalla profonda fede, capace di perdonare nonostante tutto quello che ha subito. Vi dico solo che il particolare che mi ha emblematicamente ferito, al di là di tutta la vicenda, è stata la scritta all’ingresso del convento delle suore del sacro cuore … ma, purtroppo, in tutta la pellicola questa benevolenza non emerge dal convento. 
Come sempre quando vi parlo di un film, avrete già notato, esprimo sempre una mia opinione, ma non scendo molto nei particolari della trama, ma mi limito a delinearla a grandi linee, per non togliervi il gusto della visione.
E siccome dopo le feste, anche chi non ha esagerato non ha voglia di sentir parlare di cibo, eccoci con una ricetta un po’ diversa dal solito, quella di un detersivo copiato bellamente da qui
A me l’ha fatto provare Salvatore, marito di Tina e padre di Stefy, vi ho parlato più volte di lei sul blog, beh per farla breve lui l’aveva provato e me ne ha dato una vaschetta ed io, dopo averne sperimentato l'efficacia, non ho potuto che rifarlo a mia volta ed ora uso solo quello. Va benissimo per lavare in lavatrice. Vi consiglio di non metterlo nella vaschetta della lavatrice abitualmente utilizzata per il detersivo, ma di metterlo direttamente nel cestello, meglio, ancora se avete una “palla” dove abitualmente inserite il detersivo liquido liquido.


Detersivo per lavatrice
Ingredienti:
4 l di acqua
300 g di sapone di marsiglia
4 cucchiai di bicarbonato

Preparazione:
in un bel pentolone alto portate quasi ad ebollizione 4 litri di acqua (3,5 l se usate una saponetta da 250 g). Togliete dal fuoco e aggiungete il sapone di marsiglia, grattugiato grossolanamente o a dadini. Fate sciogliere bene ed aggiungete il bicarbonato. Io per amalgamare bene il tutto ho utilizzato il mixer ad immersione. Poi ho lasciato raffreddare il tutto e l’ho trasferito in una vaschetta di plastica.
Vi consiglio di riporlo in un contenitore dalla “imboccatura larga” in quanto assume una consistenza cremosa e non è adatto ad una bottiglia.
Questa volta Magali non può dire di leccarsi i baffi, ma vi assicuro che funziona benissimo e io non uso neanche più l’ammorbidente.

ELENCO RICETTE

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