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Magali

Magali
domenica 23 febbraio 2014
Forse qualcuno si è chiesto che fine abbiamo fatto, qualcuno di voi lo sa già! In effetti siamo a Parigi, ma io dopo soli tre giorni mi sono ammalata! Sono stata parecchio male (tosse: sono al quarto flacone di sciroppo, mal di testa, dolori articolari, brividi, mal di gola, nausea, vertigini ...)  forse sono riuscita a rendere l'idea. Lentamente, molto lentamente miglioro e oggi son potuta uscire per due orette, una conquista. Mi sembra impossibile quando giravo per dodici ore consecutivamente, ora salire una rampa del metrò mi sembra un’impresa …
Menomale che ho al mio fianco la fedele Magali che è veramente iper affettuosa, mi segue dappertutto, non posso alzarmi dal letto che lei già mi precede di qualche passo.
Come sempre da tutto ciò cerco di vedere il lato positivo e, non ci crederete, ma ne ho trovati parecchi: non ho avuto la febbre, sono qui e devo pensare solo a Magali e a me, non mi ammalavo da 15 anni, quindi non posso assolutamente lamentarmi, sono riuscita ad andare a vedere la mostra di Cartier, motivo principale del viaggio (a proposito sto preparando un super post, se qualcuno fosse interessato a lustrarsi gli occhi) e poi siamo qui la pelosotta ed io, mano nella zampa a raccontarvi il proseguimento della nostra avventura, quindi bando alle chiacchiere alcuni scatti del giretto di oggi, in questa giornata fredda, ma tersa, in cui ci siamo concesse il lusso semplicemente, come dicono i francesi, di flâner, gironzolare senza una meta, annusando l’aria, cogliendo i colori, godendosi la sensazione del vento sul viso, osservando le persone, una passeggiata catartica semplicemente per apprezzare il fatto di essere viva!

E ora la ricetta che vi assicuro che il gusto è inversamente proporzionale alla qualità della foto, vi consiglio di provarla. Le orecchiette le ho comprate, il mio sogno è di imparare a farle, forse si concretizzerà quando incontrerò EliFla!
Orecchiette tri-tricolori
Ingredienti per 4 persone:
320 g di orecchiette tricolori
500 g di broccoli (principalmente cimette)
8 pomodori secchi
20 g di pinoli
olio extra vergine di oliva
sale
peperoncino
parmigiano o pecorino grattugiato fresco

Preparazione:
fate cuocere in acqua bollente salata i broccoli, preventivamente puliti e divisi in cimette.
Scolate, ma non gettate l’acqua di cottura.
Fate rinvenire i pomodori secchi in acqua salata, asciugateli e tagliateli a listarelle.
In una padella antiaderente fate soffriggere lo spicchio d’aglio intero, precedentemente pelato, aggiungete i pomodori, i broccoli e infine i pinoli. Fate cuocere a fuoco vivo per alcuni minuti.
Nel frattempo, cuocete nell’acqua utilizzata per la cottura dei broccoli, le orecchiette al dente scolatele e fatele saltare in padella con le verdure. Spolverizzate di peperoncino e parmigiano o pecorino grattugiato fresco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 16 febbraio 2014
Abbiamo appena terminato un periodo iper ed ora ci godiamo il meritato riposo, Magali ed io siamo partite da sole e lei ha affrontato il suo primo viaggio in treno e in metrò. Ebbene sì proprio ieri siamo arrivate a Parigi. Non vi dico le espressioni di meraviglia e i complimenti che ha suscitato per la sua tranquillità, sul metrò si è perfino addormentata! Nel pomeriggio ho camminato senza sosta e ho pensato che ogni essere umano dovrebbe avere un luogo accogliente, come un amico che ti apre le proprie braccia, un amore appassionato che non vedi l'ora di raggiungere, un porto sicuro dove trovare pace e conforto, questa città e tutto questo per me. Quando arrivo qui rinasco e mi sento viva! Il biglietto l'ho acquistato a inizio anno, proprio perchè avevo piacere di vedere una mostra, che mi era già sfuggita una volta, di cui vi parlerò prossimamente e poi, come ormai ben sapete, non amo la routine e mi sobbarco periodi molti intensi di lavoro, ma appena posso devo muovermi, perchè questo per me è vita. Sono una persona fortunata e ne sono consapevole, ma sono anche intraprendente. Soprattutto quando si è molto stanchi, è necessario farsi "un'iniezione" di forza ed imporsi di partire e farlo da soli, permettetemi non è da tutti. L'organizzazione non è semplice quando si va in treno con pelosotta al seguito e poi io ho il potere di far sì che qualsiasi mio bagaglio diventi di cemento, la mia valigia praticamente non contiene nulla (beh non è proprio vero!), come il mio zaino ma risulta pesantissima ... e dire che, in precedenza, ho già mandato su un bagaglio!
Misteri che non saranno mai svelati!
Proprio in occasione di questo viaggio, avendo a disposizione solo trasportini rigidi, e non sapendo se avrei replicato il viaggio in treno, ho modificato una borsa dei surgelati di Ikea per portare Magali più comodamente (ovviamente lei lady come non lo sa, se non ci sarebbe mai entrata!) . Ecco qui alcuni scatti, fatti con il cellulare.
 

Ed eccoci di nuovo con la sfida dell’MTC , ma questa volta in versione salata!
Io l'ho preparato più volte, ma sempre al forno ed ero un po' titubante nel bollirlo, invece seguendo attentamente le dettagliate istruzioni di Mari, il risultato è stato ottimo. Ho utlizzato il condimento usato da lei, per due motivi: il burro fuso e la spolverata di parmigiano non sovrastano il sapore del ripieno che volevo conservasse la propria identità e poi ero, sia fisicamente che mentalmente, proprio "nelle curve"



Strudel carciofi, ricotta e robiola
Ingredienti:
per la sfoglia:
150 g di farina 00
70 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
per il ripieno:
2 carciofi
1 limone
50 ml di vino bianco secco
200 g di ricotta di buona qualità
70 g di robiola fresca
2 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco
1 uovo
Sale
Pepe
burro fuso e parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
per la sfoglia:
scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Per una migliore riuscita della pasta vi consiglio di sbatterla contro il bordo della spianatoia, impastare e ribatterla nuovamente. Questo la rende molto elastica.
Fate scaldare dell’acqua in una grande casseruola. Versate l’acqua asciugate la casseruola.
Mettete l’impasto a riposare sulla spianatoia coperto dalla casseruola capovolta per circa mezz’ora.
Per il ripieno:
pulite i carciofi, tagliateli sottilmente e metteteli in un’insalatiera in acqua acidulata per una decina di minuti.
Scolateli e tritateli al mixer.
In una casseruola fate soffriggere lo spicchio di aglio intero in olio di oliva, aggiungete i carciofi, salate e sfumate con il vino. Fate cuocere una decina di minuti finchè il vino non si sia consumato. Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
Mettete la ricotta in un recipiente, ammorbiditela con una forchetta, aggiungete la robiola, il parmigiano, i carciofi, il sale e il pepe (se lo desiderate), l’erba cipollina sminuzzata, l’uovo e amalgamate bene il tutto.
Mettete a bollire sul fuoco una pentola abbastanza larga e che possa contenere comodamente lo strudel.
Stendete la sfoglia: disponete su una spianatoia un tovagliolo o uno strofinaccio pulito di lino o di cotone bianco (possibilmente lavato con sapone neutro e ben sciacquato) e infarinatelo. Prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi tiratelo aiutandovi con un mattarello. In questo caso basterà il mattarello per stendere la sfoglia che non dovrà essere sottile come quella preparata per lo strudel da cuocere al forno. Il risultato finale dovrebbe essere una sfoglia più o meno quadrata di 25 centimetri per lato.
Disponete il ripieno su tutta la superficie della sfoglia lasciando liberi circa due centimetri lungo il bordo. Cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, se necessario aiutandovi con il tovagliolo, anche se in questo caso non dovrebbe essercene bisogno visto che l’impasto dovrebbe essere un po’ più spesso e consistente. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Avvolgete il rotolo così ottenuto nel tovagliolo senza lasciare vuoti e chiudete, con uno spago da cucina, i due lembi esterni; fate due giri di spago anche lungo il rotolo.
Salate l’acqua bollente e adagiatevi delicatamente lo strudel avvolto nel tovagliolo facendo attenzione che non tocchi troppo il fondo della pentola. Fate cuocere sobbollendo per 30 minuti, quindi togliete lo strudel dall’acqua e togliete il tovagliolo.
Tagliate il rotolo a fette spesse circa uno o due centimetri e leggermente oblique, disponetele nel piatto, irroratele con il burro fuso e terminate con una spolverata di formaggio grattugiato.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 10 febbraio 2014
Che bello la sfida dell’MTC di questo mese è lo strudel!
E’ un dolce che adoro, perché è il protagonista per eccellenza della mia infanzia.
Ho subito chiamato mia zia Marina che ha vissuto la sua fanciullezza in Austria e poi a Bolzano, dove attualmente risiede, praticamente al telefono, povera donna, le ho fatto il terzo grado, e lei da buona teutonica con idee rigide, mi ha detto che lo strudel (pronunciato con la bella erre forte) deve essere di mele e che in primavera lei ci aggiunge delle ciliegie.
Non volevo proprio fare lo strudel tradizionale (che adoro!), ma la risposta della zia mi ha gettato nel panico … perché dove le trovo le ciliegie?
E invece, questo mi insegna che non bisogna perdersi d’animo, sono andata dal verduriere e ho visto delle palline rosse ed erano proprio ciliegie disidratate …
Quindi la leggenda dell’MTC colpisce ancora!
Eccoci qui quindi con la versione tradizionale come dice zia Marina e poi con quella alternativa in versione invernale!
Ho seguito la ricetta di Mari, aggiungendo qualche piccolo segreto.



Strudel mele e ciliegie
Ingredienti
per la sfoglia
150 g di farina Manitoba (di solito uso 00, ma avevo della Manitoba da finire)
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale
per il ripieno
600 g di mele
35 g di zucchero
30 g di noci tritate
150 g di ciliegie (nel mio caso disidratate)
50 g di pangrattato
30 g di burro
la scorza di ½ limone grattugiata
1 cucchiaino di cannella in polvere
20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia
zucchero a velo a piacere per la superficie
panna acida
250 ml di panna fresca
250 g di yogurt greco
1 cucchiaio di limone
20 g di noci tritate

Preparazione:
per la sfoglia:
scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Per una migliore riuscita della pasta vi consiglio di sbatterla contro il bordo della spianatoia, impastare e ribatterla nuovamente. Questo la rende molto elastica.
Fate scaldare dell’acqua in una grande casseruola. Versate l’acqua asciugate la casseruola.
Mettete l’impasto a riposare sulla spianatoia coperto dalla casseruola capovolta per circa mezz’ora.
Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Per il ripieno:
fate sciogliere in un tegame il burro e poi fatevi rosolare il pangrattato fino a farlo dorare (attenzione, basta un attimo per passare dallo stadio della doratura a quello della bruciatura). Spegnete il fuoco, versate il pane in un recipiente, fatelo leggermente raffreddare, quindi aggiungete la scorza del limone grattugiata, la cannella e mettete il composto da parte.
Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili.
In una scodella fate rinvenire le ciliegie con dell’acqua tiepida e il rum per una decina di minuti, poi scolatele e asciugatele.
Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero, le noci tritate, le ciliegie e il pangrattato, la cannella e mescolate bene il tutto.
Stendete la sfoglia: mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disponete sulla sfoglia il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.
Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere.
Fate cuocere in forno per circa 30 – 40 minuti. Togliete la teglia dal forno.
Per la panna acida:
montate la panna fresca con lo yogurt, aggiungete il limone e le noci tritate e fate riposare in frigorifero per un’ora prima di servire.
Servite lo strudel tiepido accompagnato dalla panna acido.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 4 febbraio 2014
Quando si è maggiormente stanchi, il blog passa in secondo piano ...
Magali, forse per il tempo così grigio, piovoso e, tra qualche giorno, nevoso ..., anche lei si sente proprio in vena di dormire dal mattino alla sera e non ha proprio voglia di mettere le zampotte sulla tastiera per scrivere il post.
Quindi entrambe vi chiediamo scusa per la nostra assenza, forse a qualcuno mancheremo! O no?
Partecipiamo con piacere al contest di Cinzia e Valentina

che verte sull'inverno, sul bianco e sul comfort, insomma una ricetta che racchiuda tutto questo ed evochi anche dei ricordi…
I souvenirs, in francese per me ha un suono più dolce, romantico,  in molti frangenti della vita scaldano il cuore e l’anima ed io sono andata ad aprire un cassetto della mia adolescenza, in cui ricordo questa preparazione semplice che mio padre adorava. I genitori, nella vita di ognuno, rimangono sempre importanti, una presenza. Molte persone ne portano inquietudini insanabili, altri, come me, pur riconoscendone l’imperfezione, ne conservano un pensiero costante, positivo, una vicinanza e ricordi che si materializzano, come oggi, nella preparazione di questa ricetta usando quella tanto adorata da mio papà come ripieno per questa torta salata.
Vi lascio, quindi, a questo cibo invernale, confortevole e con un tocco di bianco, gustarlo è stato, per me, tornare indietro nel tempo …



Torta asiago e cipolle
Ingredienti
Per la pasta brisé:
200 g di farina
100 g di burro
7 cl di acqua
1 pizzico di sale

per il ripieno:
500 g di cipolle bianche
150 g di asiago
100 ml di panna da cucina (potete utilizzare quella di soia)
3 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco
2 uova
Olio di oliva
Sale
pepe

Preparazione:
per la pasta: nel robot mettete la farina, il burro freddo di frigo, l’acqua fredda, il sale. Avviate alla massima potenza e nel giro di pochi minuti si formerà una palla. Avvolgete nella pellicola alimentare e mettete in frigo fino al momento di utilizzare.
Pelate le cipolle, tagliatele a metà e lasciatele a bagno in un’insalatiera colma di acqua per alcune ore, così saranno più digeribili. Toglietele dall’acqua asciugatele e affettatele sottilmente.
Fatele cuocere in una padella antiaderente con dell’olio, salatele un pochino.
Dopo una quindicina di minuti toglietele dal fuoco.
In una terrina sbattete le uova, aggiungete la panna, il formaggio asiago tagliato a dadini, il parmigiano e mescolate, aggiungete le cipolle e regolate di sale e pepe.
Togliete la pasta brisé dal frigorifero e stendetela. Foderate uno stampo, io ne ho utilizzato uno quadrato (18x18 cm ed è venuti troppo alta) da crostata di circa 28 cm di diametro imburrato precedentemente.
Fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti (io 40, perché era ben alta).
Servite tiepida.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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