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Magali

Magali
domenica 25 maggio 2014
Non ho trascorso giorni "fisicamente" ottimi, anzi e, proprio stamattina, mentre facevo una cosa stupida come stendere il bucato in questa giornata, finalmente, soleggiata mi sono ritrovata a riflettere sul fatto che spesso l'essere umano deve trascorrere giorni pesanti o momenti bui per apprezzare le cose positive che ha a disposizione ed io ne ho moltissime, solo che a volte la vista mi si offusca un pochino ...
Mi sto godendo questi giorni semplici, in cui conduco una vita normale, ma, rispetto a quelli che li hanno preceduti, mi sento bene e quindi voglio veramente apprezzarli, perchè troppo spesso si dà il "tutto" troppo per scontato pensando che il dolore, lo star male appartenga solo al nostro prossimo e, a volte, ci si lamenta un po' troppo per stupidaggini.
Visto che Magali ed io partecipiamo  alll'MTC 
con la consapevolezza che mai vinceremo, perché siamo consce dei nostri limiti e dell'abilità di molte di voi, allora possiamo vivere questa “sfida” veramente all’insegna del divertimento e proprio questo è lo spirito che ci ha guidato nel prepare questi "babbini". Non avevamo forme piccoline per i babà e abbiamo utilizzato quello di cui disponevamo.
Abbiamo pensato all’estate, ma al contempo non potevamo privarci di co’ tanta dolcezza quindi ci siamo inventate il babà PC.
La sigla PC non sta per Personal Computer, ma sostituisce un evento temuto da molti, ovviamente la fatidica  Prova Costume! Quindi per non rinunciare a questa delizia, eccoli qui mini mini, ma tanto buoni!
Abbiamo seguito, anche questa volta, le istruzioni di Antonietta, che ormai fanno parte del nostro archivio e che troviamo sia veramente eccezionale, grazie ancora!
Ho utilizzato al posto del rum, l'Irish Mist, un liquore a base di wishy, miele irlandese, caramello, aromi, me l'ha fatto conoscere un caro amico che vive a Londra, ma di origine irlandese, Tony, ricordo ancora la prima volta che andai a trovarlo, non conoscevo le sue origini, pensavo fosse il tipico inglese e invece mi attendeva un appartamento disordinatissimo, lui non possedeva nè un orologio, nè un ombrello ... ma quante risate insieme! Non perdiamoci in ciance continuiamo con la ricetta, per darle un tocco di leggerezza abbiamo utilizzato una crema alla ricotta e una composta di prugne fatta da noi a settembre (scusate uso il plurale se no Magali si offende). In commercio acquisto sempre la composta, ma non avevo mai provato a farla in casa, perchè avevo paura non si conservasse, contenendo veramente poco zucchero. Poi, spronata da Magali, insieme abbiamo tentato quest'impresa e abbiamo preparato la nostra prima prova, abbiamo utilizzato per ogni chilo di prugne santa clara, tagliate a pezzi, 3 cucchiai di zucchero, fatto cuocere per circa 2/3 ore, poi l'abbiamo messa nei barattoli, fatto raffreddare il tutto e CONGELATO. E' stato un esperimento molto ben riuscito, una volta scongelata, gustata a temperatura ambiene e conservata poi in frigorifero, veramente ottima. 


Babà PC
Ingredienti:
Versione con lievito di birra
Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Preparazione:
Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.
Primo impasto
Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.
Secondo impasto
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Per poterlo sistemare agevolmente negli stampi preventivamente imburrati, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così una ventina di palline.
Una volta completato il giro, con l’indice sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa.

Crema alla ricotta
Ingredienti:
250 ml di ricotta
2 tuorli
2 cucchiai colmi di zucchero

Preparazione:
mescolate la ricotta a temperatura ambiente aggiungete lo zucchero e poi uno ad uno i tuorli, amalgamando bene il tutto.
Tenete in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
250 ml di Irish Mist
composta di prugne fatta in casa (vedi ante-ricetta)
3 cucchiai di gelatina di albicocche

Preparazione:
scolate dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con l’Irish Mist a proprio piacimento, spennellarlo con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo, decorate con la crema alla ricotta e completate con la composta di prugne.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 18 maggio 2014
Oggi è una giornata in cui sono in pessima compagnia del mio mal di testa, che si ripresenta sempre con estrema precisione ... per questo motivo, stamattina preparando il post non avevo scritto nulla come antericetta. Ora stavo per pubblicare quando leggo la notizia di Roberta che non prosegue il suo blog ... io sono incostante lo confesso, spesso vado nei blog, non lascio commenti per pigrizia, sono una persona riservata, non sono in rapporti privati con tante di voi eppure sono affezionata a tutti. Per motivi miei personali, profondi, tristissimi gli addii mi creano un'angoscia terribile, anche se so che non sono definitivi, quelli improvvisi, poi, mi mandano nel panico più totale, come vorrei dire a Roberta dal più profondo di non chiudere la sua valigia, di lasciarla aperta e continuare a riempirla se mai non di ricette, ma di colori, ricordi, sogni ... vorrei tanto fosse così, lo vorrebbe anche Magali, perchè abbiamo qualcosa in comune: due italiane un po' folli che hanno avuto il coraggio di comprare un "rifugio" in Francia, un'isola felice dove sentirsi al sicuro al di là di tutto ... termino se no mi commuovo dicendo che voglio solo scusarmi con Roberta della mia non presenza nei suoi confronti, ma che le assicuro è forte dentro il mio cuore, perchè le sue ricette, sempre fatte con amore e passione, la sua abilità manuale nel dar vita a mobili abbandonati, l'attingere sicurezza dalle cose che angosciano il prossimo (questo è un dato che abbiamo in comune) mi hanno sempre affascinato, grazie di cuore Roberta!  Ed ora vi lascio ai nostri pasticci
Per i vari impegni non riusciamo mai ad essere costanti, ma questo mese non potevamo assolutamente mancare all’iniziativa di Flavia
La vincitrice del mese di maggio è Cristiana che tiene il blog  Beuf à la Mode, famosissima per aver vinto l'MTC il mese scorso, ormai la sua fama non conosce confini! Siamo andate a spulciare tra le sue ricette e abbiamo scelta questa modificandone la forma e facendo una sostituzione negli ingredienti.
Tra le nostre "cavie" accomuniamo vari adepti tra cui la nostra amica Laura e suo marito, da noi chiamato il Dottore, che sarebbe il dentista di Helga, domani quando andrà all'appuntamento porterà proprio qualcuno di questi dolcetti (preparatevi!)


Dolcetti alle mandorle di Cristiana
Ingredienti:
100 g di mandorle
100 g di zucchero semolato
65 g di farina di riso (Cri usa quella bianca)
una noce di burro
1 uovo
1 cucchiaino di cannella
scorza grattugiata di limone

Preparazione:
mettete nel mixer un pò di mandorle alla volta con un pochino di zucchero e iniziate a frullare per ridurre le mandorle in polvere, andate avanti così fino a frullare tutte le mandorle.
Una volta ottenuta questa farina iniziate a lavorarla con la farina di riso, la cannella, il burro, l'uovo e la scorza di limone grattugiata. Ottenete un impasto morbido. Con l'aiuto delle mani formate delle palline da circa 20 g l'una.
Rivestire una teglia con carta forno o imburrarla e velarla con della farina di riso e infornare a 180 °C per circa 15 minuti.
Conservarle in una scatola chiusa per mantenere la croccantezza.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
martedì 13 maggio 2014
AVVERTENZA PER I LETTORI: POST LUNGO ARMARSI DI PAZIENZA
Questo post è tutto ispirato allo spirito d'avventura, la scoperta ...
Parte positiva!
Questa volta vi parlo di un’esposizione molto inaspettatamente divertente e ve ne spiego subito il motivo.
Ne avevo letto notizia sul quotidiano “La Stampa” e mi aveva incuriosito, anche perché si tiene in un quartiere di Parigi dove non vado abitualmente, il quinto, presso l’Istituto del Mondo Arabo, edificio che non avevo mai visto che mi ha colpito per la sua architettura. L’esposizione è ….
Credo che ognuno di noi abbia sognato, per lo meno una volta, di fare un viaggio su questo treno diventato mitico, grazie anche al famoso film “Assassinio sull’Orient Express”, tratto dall’omonimo libro di Agatha Christie. E fin qui nulla di particolare …, ma quando sono arrivata all’Istituto del Mondo Arabo ho avuto una stupenda sorpresa e sono stata inondata da uno stupore fanciullesco! Credevo che la mostra si svolgesse all’interno dell’Istituto, ed in effetti è così per quel che riguarda locandine, accessori, itinerari, ma in buona parte si svolge all’esterno … ebbene sì! La locomotiva, alcune carrozze del mitico treno erano proprio lì davanti a me e la parte iniziale della mostra consisteva proprio nel visitarle! Pensate che all’interno del “treno” erano simulati anche i rumori del tipo il russare e lo ssshhht nella zona notte, le risate e il tintinnio di bicchieri in quella ristorante e persino un tremolio che simulava la vibrazione del movimento! A me è piaciuto tantissimo, perché è stato emozionante, unico neo troppi visitatori ciarlieri!
Anche questa volta vi presto i miei occhi, se qualcuno vuole salire in carrozza ha solo da andare a vedere questo VIDEO che ho preparato, breve, carino ed esaustivo.
Tutto questo mi fa riflettere di quanto sia una persona molto fortunata per avere la possibilità di vedere cose nuove e di quanto, al contempo, nutro profonda ammirazione, per coloro i quali vivono bene una vita certa e abitudinaria, che non scalpitano come me, non provano un’inquietudine interiore, che si placa solo quando i bagagli sono pronti e parto per una nuova avventura.
Dolenti note.
Come ben sapete Magali ed io siamo pasticcione per eccellenza e questa né è un’ulteriore conferma.
Avete presente la battaglia di Waterloo, ebbene così è stata la giornata in cui abbiamo preparato il babà.
Pur avendo gli indispensabili “bicchierini”, pur essendo mia madre napoletana, pur avendo una sua ricetta, mai avevamo osato tentare quest’impresa. Le motivazioni sono tante: i nostri limiti, il forno che ha appena compiuto 27 anni, il fatto che non abbiamo l’impastatrice e qui Antonietta ci ha rincuorato dicendo che era meglio impastare a mano … comunque non potevamo assolutamente mancare.
Il culmine della disfatta è stato quando dopo aver fatto lievitare “la creatura” nei bicchierini, che erano disposti, sulla placca del forno, io l’ho tolta per accenderlo, prima di infornarli. E qui ho commesso l’errore madornale di prenderla con una sola mano e così tutti i bicchierini sono caduti. Una volta rimessi in piedi la loro “capocchia” aveva assunto un’aria un po’ sbilenca, chi pendeva da una parte chi dall’altra. La disperazione di Napoleone alla fine della famosa battaglia rispetto alla mia in quel momento.
E non posso neanche esiliare! Ecco l'espressione di Magali nell'apprendere la notizia ...
Diciamo alle “giudichesse” che questa volta  
ci autoproponiamo per questo premio
Magali ed io anche se scoraggiate ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette che non potevamo assolutamente mancare ... perchè senza l'MTC che mese sarebbe?
 Abbiamo seguito con estrema diligenza le istruzioni di Antonietta, che si sono rivelate veramente dettagliate e l’impasto è venuto bene, tranne incidenti di percorso suddetti. Alla fine, al momento della farcitura e foto eravamo stremate e già non siamo assi nelle presentazioni ma questa volta … Per tirarci su il morale abbiamo pensato al “Babàsù” ovvero il babà – tiramisù! Ne abbiamo fatto una versione con il lievito di birra (quello guarnito con la fragola) e una con il lievito madre (quello guarnito con il cioccolato), utilizzando metà dose degli ingredienti.
Versione con lievito di birra
Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Preparazione:
Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.
Primo impasto
Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.
Secondo impasto
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa.

Versione con il lievito madre e lievito di birra
Ingredienti
280 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100g di burro
90 g di latte
25 g di zucchero
50 g di lievito madre rinfrescato
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale

Preparazione:
Primo impasto
Versare in una ciotola 120 g di farina, fare la fontana, aggiungere 1 uovo, il lievito madre, lo zucchero e 30 g di latte tiepido. Impastare, coprire con un telo umido e attendere il raddoppio.
Secondo impasto
Versare in un'altra ciotola la restante farina (160 g), aggiungere il primo impasto e 1 uovo, sciogliere bene e amalgamare, poi incorporare il secondo uovo, Impastare energicamente per 10 minuti, battendo contro i bordi della ciotola e aggiungendo man mano del latte a cucchiaiate. Sciogliere il burro a bagnomaria o in un microonde e versarlo a filo sull’impasto, incorporandolo lentamente. Per ultimo, in una tazzina “impastare” il lievito di birra con il sale finché diventa una cremina liquefatta e aggiungere anche questa alla massa. Una volta incorporati tutti gli ingredienti, ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e lavorare come descritto nel precedente procedimento.
Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga.

Per la bagna
½ lt di acqua
6 tazzine da caffè ristretto
150 g di zucchero

Preparazione:
preparare il caffè ed allungarlo con l’acqua, aggiungete lo zucchero e mescolate bene.
Lasciate intiepidire e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.
Per i babà monoporzione il bagno sarà simile; dopo aver versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata.

Crema al mascarpone
Ingredienti:
250 g di mascarpone
1 uovo
3 cucchiai di zucchero

Preparazione:
mescolate il mascarpone con lo zucchero e aggiungete il tuorlo.
Montate a neve ben ferma l’albume e aggiungetelo al mascarpone mescolando dall’alto verso il basso, otterrete così una crema morbida. Tenetela in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
Ingredienti:
250 ml di rhum
Fragole
cioccolato
3 cucchiai di gelatina di albicocche

Preparazione:
Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con il rhum a proprio piacimento, spennellarlo con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo, decorare con ciuffi di crema e completare con le fragole o decorate con le foglie di cioccolato.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 11 maggio 2014
Non potevamo mancare all'iniziativa lanciata da Stefania, che ammiriamo (già ogni settiama ci ripromettiamo di aderire a quella del venerdì e ... puntualmente manchiamo!), eccoci a partecipare al contest "per un pugno di mandorle".

Speso preparo, involontariamente, ricette gluten free,  ma il fatto di farlo di proposito, mi fa comprendere di quanto sia difficile essere sempre "attenti", sicuramente ci si abitua, ma ciò non toglie che non sia gravoso. Ho provato un'ulteriore ammirazione nei suoi confronti, quando ha scritto di aver fatto un viaggio ad Istanbul, perchè riuscire a mangiare "in giro" cibi senza glutine non sia facile, a volte, in certe parti del Piemonte o in alcune zone di Francia trovo difficoltà io a trovar qualcosa che non sia solo un'insalata che sono semplicemnte vegetariana, quindi figuratevi lei! E lei, invece, affronta tutto con estrema naturalezza e, sono convinta, che la cosa che le faccia più male sia l'ignoranza e il pregiudizio di persone ignoranti e permettetemi un po' stupide, ricordo ancora una frase su certi biscotti, portati a scuola da suo figlio, che qualcuno disse non potessero essere mangiati dagli altri bambini ... ed è proprio questo aneddoto che mi ha spinto a riuscire almeno per una volta ad esserci anche io, per ricordare a tutti che la celachia non deve essere strumento di emarginazione.
Questa volta non abbiamo altro che seguire papale papale (quasi) la ricetta di Nigella ed ecco il nostro risultato, come è ormai risaputo siamo pasticcione e non pasticcere! La torta l'abbiamo mandata in ditta quindi non abbiamo potuto fotografarla tagliata (sorry!)


Torta cioccolato e mandorle
Ingredienti:
5 uova

200 g di burro
200 150 g di zucchero
200 g di cioccolato fondente gluten free Stainer
200 g di mandorle

Per la bagna:
100 ml di acqua
1 bicchierino di rum
1 cucchiaio di zucchero

Per farcire:
200 ml di panna fresca

200 g di fragole
4 cucchiai di zucchero

Preparazione:
sciogliere a bagnomaria il cioccolato a pezzi e il burro, poi aggiungere le mandorle precedentemente tritate finemente. Far raffreddare un attimo.
nel frattempi mescolate un uovo intero con 4 tuorli e lo zucchero, amalgamate bene. Aggiungete dolcemente il cioccolato e il muro mescolando bene.
Montate a neve ben ferma gli altri 4 albumi, aggiungeteli al composto mescolando dall'alto verso il basso con un cucciaio di metallo.
Mettete in uno stampo precedentemente imburrato e fate cuocere in forno a 180° per 45 minuti circa.
A cottura ultimata togliete dal forno e fate raffreddare su una gratella.
Preparate la bagna con l'acqua, il rum e lo zucchero mescolate bene e bagnate la torta da ambo i lati.
Pulite e tagliate le fragole e fatele macerare con 2 cucchiai di zucchero, prima di utilizzarle asciugatele un pochino con carta da cucina.
Montate la panna con 2 cucchiai di zucchero.
Farcite la torta con la panna e le fragole.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 4 maggio 2014
Non sono una foodblogger per eccellenza, perchè ...
ho tantissime cose ancora da imparare, parlare sempre e solo di un unico argomento, qualsiasi esso sia, mi annoia terribilmente, è vero la cucina è un esperimento continuo, un'evoluzione e una crescita personale, ma io adoro spaziare. Ho sempre desiderato essere più simile ai molti, ma sono nata così, ho sempre un diavoletto nascosto che mi spinge sempre verso qualcosa che mi entusiasmi e, soprattutto, che non sia la "solita minestra".
Per il bicentenario della sua morte, a Parigi è stata allestita una mostra in onore di Marie Joseph Rose de Tascher de la Pagerie, meglio conosciuta come Joséphine de Beauharnais e ancor di più come moglie di Napoleone Bonaparte e durante una mia "toccata e fuga" parigina non potevo assolutamente farmela scappare. 
Non amo la storia, le biografie, lo confesso mi annoiano, ma questa figura mi ha da sempre affascinato, spingendomi ad approfondire, con l’ausilio di più libri, il suo vissuto. Una donna dal carattere eccezionale, forte, volitiva, intelligente, affascinante capace di partire dalla natia Martinica, luogo in cui una veggente le predisse che sarebbe diventata regina, fino ad approdare in Francia, dapprima divenne moglie del visconte Alexander de Beauharnais, da qui deriva il cognome con cui è nota, e poi nel 1796 sposa di Napoleone.
La mostra è stata organizzata al Museo del Lussemburgo, sito nell’omonimo giardino, e già solo il luogo dà gioia al cuore soprattutto in questa stagione, consta di due stanze in cui sono esposti i gioielli, tra cui l’anello di fidanzamento ricevuto in dono da Napoleone, i ritratti, il servizio da thè d’ispirazione egizia sempre donatole dall’imperatore, l’arpa con cui si dilettava, qualche abito, seguiva attentamente la moda dell’epoca, e alcuni pezzi facenti parte della sua mobilia.
Questa mostra mette in luce la vera immagine di Joséphine: una donna moderna, appassionata di viaggi, musica e amante dei giardini, che incarna ancora oggi il destino insolito in una società in pieno mutamento, insomma questa mostra rappresenta, semplicemente, uno spaccato di vita, di una donna passata alla storia, purtroppo, non tanto per le sue valide peculiarità, ma per gli uomini ai quali si è accompagnata.
Ho fatto un video brevissimo (clicca QUI per vedere video), dura poco più di un minuto, per far sì che i miei occhi possano essere i vostri.

Vi presento questa ricetta, visto che al mercato ho trovato ancora delle pere ottime, ho pensato bene di utilizzarle così.
Torta alle pere
Ingredienti:
Per la pasta brisé:
per la pasta brisé:
200 g di farina
100 g di burro
7 cl di acqua
2 cucchiaini di zucchero
1 pizzico di sale

per la farcia:
80 g di polvere di mandorle
80 g di zucchero di canna
1 uovo
3 cucchiai di latte
1 cucchiaini di olio di semi
2 pere piccole

Un po’ di latte e zucchero per la finizione

Preparazione:
per la pasta: nel robot mettete la farina, il burro freddo di frigo, l’acqua fredda, lo zucchero e il sale. Avviate alla massima potenza e nel giro di pochi minuti si formerà una palla. Avvolgete nella pellicola alimentare e mettete in frigo fino al momento di utilizzare.
Per la farcia: in una scodella mescolate la polvere di mandorle, lo zucchero, l’uovo, il latte e l’olio, finchè il tutto sia ben amalgamato.
Preriscaldate il forno a 180°.
Pelate le pere e tagliatele in fette sottili.
Togliete la pasta brisé dal frigorifero e Stendetela in una tortiera più piccola delle dimensioni della pasta stessa, mettetevi la crema, poi le pere. Ripiegate i bordi, spennellateli con del latte e spolverizzate con dello zucchero di canna.
Infornate e fate cuocere per 40 minuti circa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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